
LUCERA –Esiste un momento in cui la retorica sull’inclusione sociale frana davanti alla realtà . Quel momento ha le sembianze di una scatola di inviti distribuiti in classe e rimasti senza risposta: su 22 bambini invitati alla festa di compleanno di un bimbo neurodivergente della nostra comunità , solo 5 hanno risposto presente.
Il fatto, denunciato sui social dal dignitoso e amaro sfogo della mamma, Michela De Troia, non è una distrazione, ma un fallimento umano. Nei progetti scolastici e nei post su Facebook siamo tutti campioni di solidarietà , pronti a riempirci la bocca con la parola “inclusione”. Alla prima prova pratica, però, quella stessa solidarietà si trasforma in un boicottaggio passivo, in un silenzio che sa di discriminazione travestita da indifferenza.
Il dettaglio più doloroso resta la purezza tradita di un bambino che per settimane ha contato i giorni, entusiasta all’idea di accogliere tutti i suoi compagni. Una delusione ingiusta, figlia dell’ottusità di quegli adulti che non hanno gli strumenti culturali ed emotivi per accogliere la diversità .
Come redazione di Adesso il Sud, sentiamo il dovere di condannare questa povertà d’animo. La festa di questo bambino sarà comunque splendida, perché l’affetto autentico e la dignità non si misurano in presenze. Chi ha scelto di non esserci ha perso l’occasione di insegnare ai propri figli il valore dell’umanità . A Michela e alla sua famiglia va la nostra totale solidarietà : la vostra testa alta è la risposta più ferma a questa miseria morale.
Davide Pellegrino







