
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa Movimento Politico Orizzonte Futuri della Segreteria Francesca Niro, Rosalia Nappa, Giada Montuorie del Consigliere Comunale Francesco Aquilano
LUCERA –La conferenza stampa convocata in questi giorni a Palazzo Mozzagrugno dal Sindaco Giuseppe Pitta e dall’Assessore Micky De Finis doveva essere, nelle intenzioni della maggioranza, un trionfale incontro di confronto con la stampa per illustrare “quanto fatto e cosa verrà realizzato” a Lucera. Al contrario, si è trasformata in un maldestro esercizio di giustificazioni e cortocircuiti logici proprio sui temi più caldi sollevati dal nostro Movimento Orizzonti Futuri: l’invasione dell’eolico selvaggio e l’immobilismo sui beni sottratti alla mafia. Di fronte a una domanda diretta fatta da un giornalista lì presente relativamente alle pale eoliche sotto al castello, il Sindaco, chiamato a rispondere sul via libera al progetto eolico in località Palmori-Vado Biccari-Scoppaturo (da 49,6 MW), ha tentato di rassicurare la cittadinanza affermando che le pale “non sono sotto al castello”, ma ricadono nei “coni di salvaguardia visiva 2 o 3” e che l’ente ha inviato un parere negativo. Ha poi dato la colpa al vecchio Piano Urbanistico Generale (PUG), sostenendo che gli uffici tecnici comunali avessero le mani legate perché quella zona era classificata come “idonea”. È un’autentica farsa. I documenti ufficiali del progetto smentiscono il Sindaco: la Valutazione Preventiva dell’Interesse Archeologico (VPIA) certifica formalmente che l’area è a rischio archeologico MEDIO-ALTO. Altro che terrorismo psicologico dell’opposizione. Inoltre, nascondersi dietro il PUG è un clamoroso autogol. Carte alla mano, gli elaborati tecnici e le prime emissioni formali del progetto eolico risalgono all’inizio del 2024. Questo significa che lo scempio era già ampiamente in atto e noto durante la prima amministrazione Pitta.
I tempi e i modi per intervenire c’erano tutti: una variante d’urgenza al PUG era un atto assolutamente necessario e doveroso per tutelare l’agro di Lucera. Invece di blindare il territorio dall’eolico selvaggio, a cosa pensavano a Palazzo Mozzagrugno? Evidentemente l’unico pensiero fisso era organizzare feste ed eventi, scambiando l’intrattenimento passeggero con la reale programmazione e la difesa della città. Mandare oggi a Roma una nota di indirizzo politico contraria, senza aver prima approvato una variante urbanistica formale a livello locale, è solo un atto di facciata che il Sindaco usa per ripulirsi la coscienza a posteriori, sapendo benissimo che la burocrazia ministeriale la considererà carta straccia. Nel presentare il futuro energetico della città, il Sindaco ha volutamente taciuto la minaccia più grande: il Progetto “Fenice” (NVA Fenice S.r.l.). Parliamo di un mostro industriale da 367,2 MW e 51 maxi-pale alte ben 261 metri. Un’opera che prevede 234 chilometri di cavidotti interrati pronti a sventrare l’archeologia rurale di Masseria Venditti, Contrada Panetteria, Masseria Palmori e Lamiozza. Anche se la pratica ministeriale è in fase avanzata, l’iter prevede obbligatoriamente un passaggio cruciale in Regione Puglia: la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Unica regionale (D.Lgs. 387/2003). È proprio in quella sede regionale che il Comune di Lucera ha il diritto e il dovere politico di mettersi di traverso, esprimendo un parere tecnico formalmente negativo e negando i permessi di passaggio stradali comunali per i cavidotti e i TIR eccezionali. Senza le strade del Comune, il cantiere della Fenice si blocca. Inoltre, lo strumento della variante al PUG è l’arma legale più forte che il Sindaco si ostina a non usare: il Comune può e deve approvare d’urgenza una variante urbanistica per mappare e perimetrare tutte le aree e i siti archeologici calpestati dalla Fenice che l’attuale PUG non prevede. Blindando il territorio a livello urbanistico, il Comune creerebbe un vincolo formale insuperabile in sede di Conferenza dei Servizi e fornirebbe le basi legali per impugnare il Decreto ministeriale al TAR. Dire che “non si può fare nulla” è solo una scusa per nascondere la mancanza di volontà politica. Nuovamente invitiamo il sindaco a muoversi in tempi rapidi ed urgenza, come in altre occasioni è stato fatto, per realizzare queste iniziative che andrebbero a contrastare il progetto “Fenice”. Ci aspettiamo questo: è un atto d’obbligo imprescindibile per tutelare integralmente il territorio e la storia di Lucera. La conferenza stampa ha toccato un punto di estrema gravità quando l’Assessore alla Legalità, Micky De Finis, ha tentato di giustificare il totale stallo sui 25 beni confiscati alla criminalità organizzata presenti a Lucera.
Di fronte all’evidente immobilismo, l’Assessore ha provato a ripulirsi la coscienza scaricando la colpa sulla Provincia di Foggia, sostenendo che l’avviso pubblico sia fermo perché si è in attesa di un loro parere o di un loro riscontro burocratico. L’Assessore De Finis dimentica che i beni sono patrimonio del Comune di Lucera. L’Articolo 3 del nostro Regolamento Comunale impone a lui, e a nessun altro, l’obbligo di coordinare l’unità tecnica e dare l’impulso politico immediato alla Giunta per la pubblicazione dei bandi. Nascondersi dietro la Provincia è solo un espediente per non ammettere una totale mancanza di programmazione. C’è tuttavia un passaggio in questa conferenza stampa che registriamo con viva e profonda soddisfazione politica. Chiamato a fare il bilancio dell’efficienza interna degli uffici, il Sindaco Pitta ha dovuto finalmente gettare la maschera, ammettendo pubblicamente che l’Amministrazione e la macchina comunale hanno incontrato dei gravi problemi tecnici da dover risolvere. Siamo profondamente contenti che la nostra costante e rigorosa azione di opposizione abbia costretto il Sindaco a confermare ufficialmente e a denti stretti l’esistenza di queste criticità.
Le disfunzioni interne e la mancanza di coordinamento nella gestione degli uffici tecnici si stanno traducendo in un danno diretto per la città. È proprio a causa di questi problemi amministrativi e politici che il Comune di Lucera ha continuato a perdere bandi di finanziamento vitali per la riqualificazione, lo sport e la tutela ambientale di molte aree urbane e rurali. Continueremo a vigilare affinché il nostro territorio non venga svenduto e le porte della legalità e dell’efficienza amministrativa vengano finalmente aperte






