
LUCERA –L’Associazione Mastri Oleari denuncia la crisi conclamata e il rischio di blocco totale della filiera all’avvio della nuova campagna: serbatoi saturi di giacenze, prezzi dell’olio al ribasso che schiacciano il valore delle olive e costi di raccolta alle stelle sono ormai un dato acclarato. L’appello al Governo: “Si tuteli l’Olio 100% Italiano con interventi coraggiosi, a partire dal blocco delle importazioni, e si evitino rigidità burocratiche (DAO e tempi SIAN a soli 3 giorni) che colpiscono la qualità artigianale”. Lucera, 12 ottobre 2026 – Riconosciamo e apprezziamo la visione del Governo e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) finalizzata alla protezione dell’agricoltura e dell’eccellenza del Made in Italy. Tuttavia, la realtà quotidiana che l’intero comparto sta affrontando all’inizio di questa nuova campagna olearia non è più una previsione, ma un dato ormai acclarato di criticità estrema che rischia di paralizzare l’intera filiera. A lanciare un accorato allarme è l’Associazione Mastri Oleari, che denuncia il concreto blocco totale della filiera olivicolo-olearia.
In una situazione contrassegnata da importanti giacenze di olio ancora nei serbatoi, si è innescata una spirale devastante: la contrazione dei prezzi dell’olio si riflette drammaticamente e in modo strutturale sui prezzi delle olive, rendendo l’intera produzione non remunerativa. Un corto circuito economico acclarato: a rischio il raccolto e la tenuta della filiera A fronte di prezzi delle olive inchiodati al ribasso, gli agricoltori e i frantoiani devono far fronte a spese di raccolta e di gestione sempre più elevate, spinte dai rincari vertiginosi di carburanti, manodopera e servizi. “Siamo di fronte a un cortocircuito economico ormai acclarato e non più eludibile” dichiara il Presidente dell’Associazione Mastri Oleari, Nicola Di Battista. “Con i prezzi dell’olio ai minimi e le olive pagate cifre irrisorie, i ricavi non coprono nemmeno le spese vive di campagna. A fronte di costi di raccolta sempre più alti, il rischio reale e tangibile è che molti olivicoltori decidano di non raccogliere affatto, lasciando i frutti sugli alberi. Tutta la filiera è in crisi conclamata e i frantoi artigiani, anello di congiunzione tra campo e bottiglia, rischiano di restare letteralmente schiacciati.” L’Olio Italiano a rischio svalutazione: serve il blocco immediato delle importazioni La priorità assoluta deve essere la salvaguardia del valore dell’olio extravergine d’oliva nazionale e della sopravvivenza economica delle imprese che lo producono con maestria.
“Il nostro Olio Extravergine d’Oliva è il simbolo indiscusso dell’eccellenza italiana nel mondo, ma oggi la sua tenuta economica è seriamente compromessa”, prosegue il Presidente. “Non possiamo permettere che l’olio italiano resti fermo nelle cisterne mentre il mercato viene inondato da partite di olio estero a basso costo. Per salvare la filiera e difendere la sovranità alimentare servono decisioni forti e immediate: chiediamo al Governo di valutare il blocco o la sospensione temporanea delle importazioni di olio extravergine d’oliva dai paesi extra unione europea, fino a quando le giacenze nazionali non saranno riassorbite e non si sarà restituita dignità e stabilità economica al nostro Olio 100% Italiano.” Snellezza burocratica per chi produce eccellenza: la mannaia dei 3 giorni SIAN In questo quadro di crisi conclamata per l’intero comparto, l’introduzione di ulteriori vincoli burocratici – come il DAO (Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo) ma, in particolare, la riduzione dei tempi di registrazione sul portale SIAN ad appena 3 giorni – rischia di dare il colpo di grazia alla trasformazione artigianale. “Tracciare l’olio è doveroso e noi siamo i primi custodi della qualità e della trasparenza”, conclude il Presidente. “Tuttavia, ridurre a soli 3 giorni il termine per le registrazioni al SIAN nel pieno della campagna di frangitura significa ignorare la realtà del lavoro in frantoio. Durante la molitura, ogni sforzo del mastro oleario è concentrato sull’estrazione dell’olio perfetto, con tempi tecnici serrati per preservarne profumi e proprietà organolettiche. Imporre adempimenti digitali così rigidi significa paralizzare l’attività artigianale o esporre le imprese a sanzioni spropositate, finendo nei fatti per avvantaggiare solo la grande industria dotata di complessi apparati amministrativi.” Le richieste urgenti dell’Associazione Mastri Oleari al Governo e alle Regioni: 1. Snellezza burocratica e no ai 3 giorni SIAN: Non complicare ulteriormente la gestione burocratica dei frantoi artigiani, ripristinando immediatamente i tempi attuali di registrazione al SIAN a 6 giorni per evitare di ostacolare e paralizzare i ritmi di molitura durante il picco della campagna olearia. 2. Blocco temporaneo dell’importazione: Adozione di una misura d’urto straordinaria per il blocco o la sospensione temporanea dell’importazione di olio extravergine di oliva dai paesi extra unione europea, fino al completo riassorbimento delle giacenze interne e al ripristino della stabilità economica dell’Olio EVO 100% Italiano. 3. Valorizzazione del Mastro Oleario e del Frantoio Artigiano: Riconoscimento ufficiale e tutela della figura del Mastro Oleario come artigiano della qualità , distinguendolo nettamente dai frantoi industriali attraverso un quadro normativo, burocratico e di sostegno su misura
Comunicato stampa




