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MAXI BLITZ A FOGGIA: COLPO ALLA “SOCIETÀ”, RISOLTI OMICIDI IRRISOLTI E FERMATO IL KILLER DEI BRUNO

Davide Pellegrino 11/05/2026
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FOGGIA –Dalle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato e i Carabinieri di Foggia stanno eseguendo due distinte ordinanze di misura cautelare personale emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari ed un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia a conclusione di complesse e articolate attività investigative dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dalla Procura della Repubblica di Foggia, nell’ambito di una sinergica e condivisa progettualità di contrasto alle mafie foggiane, sviluppata dai due Uffici requirenti pugliesi con il costante supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

La prima riguarda 16 soggetti sottoposti a custodia cautelare in carcere e 2 agli arresti domiciliari in relazione a 14 episodi di estorsione aggravata dal metodo e dall’agevolazione mafiose, armi e droga: fatti avvenuti a Foggia tra l’ottobre 2024 e il novembre 2025 con la ricostruzione, altresì, di un’estorsione iniziata nell’ottobre del 2015.

Si tratta di una complessa indagine svolta dalla Squadra Mobile di Foggia, frutto delle acquisizioni e della messa a sistema di molteplici elementi, arricchiti dai contributi di diversi collaboratori di giustizia, estremamente utili a scardinare una compagine mafiosa notoriamente impermeabile come la “Società Foggiana”.

Le investigazioni sono iniziate grazie a una prima denuncia per tentata estorsione presentata da un imprenditore foggiano agli inizi dell’ottobre 2024 e si sono sviluppate per oltre un anno, consentendo di raccogliere molteplici elementi indiziari nei riguardi degli indagati ed evidenziando, a fronte della spregiudicatezza delle condotte estorsive messe in atto verso alcuni imprenditori locali, una capacità di reazione e resilienza da parte delle vittime, avvalorata dal fatto che un significativo numero degli episodi estorsivi provvisoriamente addebitati agli indagati sono stati denunciati dalle vittime.

E questo è un dato di assoluto rilievo.

Sulla base di quanto emerso dalle indagini, si è appurato che il denaro estorto ad alcuni imprenditori locali sarebbe stato suddiviso, con modalità concordate, fra le batterie MORETTI-PELLEGRINO e SINESI-FRANCAVILLA, costituenti le due articolazioni più importanti dell’organizzazione mafiosa denominata Società Foggiana.

Le richieste estorsive avanzate a imprenditori e commercianti venivano formulate modulando somma e cadenza della corresponsione, da caso a caso; in una circostanza, alla vittima veniva intimato di versare una tangente pari al 10% dell’importo di ciascun appalto.

Da segnalare che per uno dei tentativi di estorsione l’iniziativa era partita direttamente dal carcere dove, attraverso l’utilizzo di social media, il presunto estorsore avrebbe richiesto la somma di ventimila euro indicando, altresì, le persone a cui si sarebbe dovuto consegnare il denaro. 

Alcune delle vittime erano imprenditori attivi nel settore agricolo e nell’energia.

Lo sviluppo delle investigazioni permetteva anche di rinvenire diverse armi comuni da sparo e munizioni.

Il provvedimento cautelare è eseguito dalla Squadra Mobile di Foggia, con il supporto fornito dai Reparti Prevenzione Crimine di Napoli, Bari, Foggia, Vibo Valentia e Potenza, dalle unità cinofile anti-esplosivo e antidroga di Napoli, Bari e Ladispoli, degli artificieri di Bari, dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica e Sicurezza Cibernetica di Bari e del 9° Reparto Volo di Bari. 

La seconda operazione, eseguita dalla Polizia di Stato (S.I.S.C.O. di Bari e Squadra Mobile di Foggia) all’esito di indagini dirette e coordinate sempre dalla DDA di Bari, riguarda due soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di duplice omicidio volontario e detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra e comuni da sparo, con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa nella duplice declinazione del metodo e dell’agevolazione.

La vicenda in esame riguarda il brutale ed efferato duplice omicidio di FERRELLI Nicola e PETRELLA Antonio, commesso in Apricena (FG) nel tardo pomeriggio del 20 giugno 2017, le cui modalità esecutive, caratterizzate da una violenza sanguinaria quanto mai spregiudicata e plateale, furono immortalate da immagini raccapriccianti riprese dalle telecamere pubbliche.

Il 25 settembre 2025 era stata già data esecuzione ad una prima ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri due presunti componenti del commando omicidiario, esponenti di primo piano del clan LOMBARDI/LA TORRE /RICUCCI, sodalizio mafioso operante in area garganica.

A seguito delle propalazioni di nuovi collaboratori di giustizia, ritenute dettagliate ed attendibili, è stato possibile ricostruire il presunto coinvolgimento concorsuale nella dinamica omicidiaria di altre due figure di rilievo del medesimo sodalizio mafioso.

Anche in questo caso è stata riconosciuta in sede cautelare l’aggravante di cui all’art 416 bis.1 c.p., sia sul piano del metodo che dell’agevolazione mafiosa, risultando il grave fatto di sangue inquadrabile nell’ambito delle mire espansionistiche del suddetto sodalizio mafioso garganico, proteso alla conquista violenta dei territori di Apricena e San Marco in Lamis e sostenuto nel suo percorso di affermazione egemonica dall’alleanza strategica con una importante batteria della Società Foggiana.  

La terza operazione inerisce l’esecuzione da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia. Il provvedimento di fermo è stato emesso nei confronti di un quarantatreenne di Manfredonia, indagato per l’omicidio di BRUNO Stefano Antonio (classe 1993) e per il duplice tentato omicidio di BRUNO Saverio (classe 1996) e BRUNO Pasquale (classe 1966), commessi in Foggia la mattina del 29 aprile 2026.

Le immediate investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia e condotte senza soluzione di continuità dagli investigatori della Squadra Mobile e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, consentivano di ricostruire la dinamica dell’evento delittuoso, maturato a seguito di un contrasto insorto nel corso di una compravendita di sostanza stupefacente.

Determinanti si rivelavano le minuziose analisi delle immagini (alcune dotate anche delle tracce audio) estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area interessata, che consentivano di documentare alcune delle fasi salienti dell’azione criminosa.

L’indagato veniva arrestato in flagranza per il porto illegale dell’arma clandestina dal personale della Squadra Mobile, immediatamente intervenuto sul posto, che lo rintracciava con l’arma utilizzata pochi istanti prima per il grave fatto di sangue.

Sulla scena del crimine venivano immediatamente effettuati minuziosi e accurati rilievi tecnici da parte della Polizia Scientifica della Questura di Foggia e dalla Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Foggia.

Nel corso delle indagini la Dda di Bari e la Procura di Foggia  procedevano ad una proficua ed incessante attività di coordinamento investigativo, nell’ambito della quale emergevano  ulteriori e significativi riscontri investigativi costituiti da alcune conversazioni intercettate nelle  indagini della  DDA di Bari; le suddette intercettazioni venivano messe a disposizione dei magistrati foggiani e si andavano ad aggiungere agli ulteriori significativi elementi di prova acquisiti dalla Procura dauna, derivanti principalmente dall’ascolto di alcune persone informate dei fatti e dagli esiti di complessi esami balistici effettuati con la massima celerità: in tal modo, veniva acquisito un solido quadro indiziario a carico dell’indagato, presunto autore dell’omicidio e del duplice tentato omicidio,  che consentiva  l’emissione del provvedimento di fermo.

È importante sottolineare che tutti i procedimenti si trovano ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione dei provvedimenti odierni, seguiranno gli interrogatori di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati.

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Davide Pellegrino

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