LUCERA – Un anno è passato, e con esso un silenzio assordante ha avvolto la nostra redazione, i nostri cuori, e l’intera comunità che si riconosceva nella voce di “Adesso il Sud”. Quel silenzio è il doloroso tributo alla memoria del nostro amatissimo direttore, Don Ciro Miele. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto che ancora oggi fatichiamo a colmare, una ferita che si riapre ad ogni ricordo, ad ogni progetto che egli aveva immaginato.

Don Ciro non era solo un direttore; era un faro, un mentore, un’anima pulsante che con la sua visione ha plasmato “Adesso il Sud” in ciò che è diventato: non solo un giornale, ma una piattaforma di speranza, denuncia e promozione del nostro Mezzogiorno. La sua penna affilata, la sua fede incrollabile nel potenziale del Sud, la sua capacità di vedere oltre le difficoltà e di infondere coraggio, sono state la bussola che ha guidato ogni nostra iniziativa.

Abbiamo pianto, sì. Abbiamo sofferto la sua assenza in ogni riunione, in ogni decisione, in ogni articolo che non ha potuto leggere. Ma proprio in questo dolore abbiamo trovato la forza di non disperdere il suo messaggio. Le sue parole risuonano ancora tra le nostre pagine, il suo spirito vive nel nostro impegno quotidiano a dare voce agli ultimi, a celebrare le eccellenze, a combattere le ingiustizie.

Guardare al nuovo anno, e spingere lo sguardo fino al 2026, significa per “Adesso il Sud” fare i conti con questa eredità e trasformarla in propulsione. Non si tratta di dimenticare, ma di rinnovare. Il futuro non è un tradimento del passato, ma la sua più autentica realizzazione.

Don Ciro ci ha insegnato a guardare avanti, a non arrenderci alle difficoltà e a credere in un Sud migliore. È con questo spirito che affrontiamo i prossimi anni:

  • Rinnovato impegno: Continueremo a essere sentinelle attente del territorio, amplificando le voci, raccontando le storie che meritano di essere ascoltate.
  • Innovazione: Abbracceremo nuove sfide, nuovi linguaggi, per raggiungere un pubblico sempre più ampio e coinvolgere le nuove generazioni.
  • Comunità: “Adesso il Sud” continuerà a essere un punto di riferimento per la comunità, un luogo di incontro e confronto, fedele ai principi di solidarietà e giustizia sociale che Don Ciro ci ha trasmesso.

Il cammino sarà arduo, ma non saremo soli. Don Ciro è con noi, nei valori che ci ha lasciato, nell’ispirazione che continua a infonderci. Il suo sogno di un Sud protagonista è il nostro faro.

Brindiamo dunque non solo al nuovo anno che verrà, ma anche al futuro di “Adesso il Sud”, un futuro che, anche senza la sua presenza fisica, sarà intriso della sua visione. Un futuro che, onorando la sua memoria, continuerà a essere un inno al nostro amato Mezzogiorno.

Con affetto,
La Redazione di Adessoilsud