A Lucera la campagna elettorale entra ufficialmente nella sua fase più creativa. Non bastavano comizi, dichiarazioni, frecciate e retroscena: nella notte è arrivata anche la satira da staccionata.
Sulla recinzione del Sant’Anna sono comparsi alcuni manifesti anonimi dedicati ai tre candidati sindaci, Nicola Battista, Giuseppe Pitta e Vincenzo Checchia. Un’incursione improvvisa, costruita con il linguaggio pungente dell’ironia, che ha subito trasformato un angolo della città in una piccola galleria politica a cielo aperto.

L’autore resta ignoto. E, come spesso accade in questi casi, il mistero alimenta il commento. C’è chi ci vedrà la mano di un escluso eccellente, chi il colpo di teatro di qualche elettore stanco dei soliti toni, chi ancora la vendetta leggera di un osservatore disincantato. In ogni caso, il risultato è stato raggiunto: per qualche ora la campagna elettorale ha smesso i panni della tensione e ha indossato quelli, più comodi, della risata.
Del resto, in tempi di promesse solenni e accuse incrociate, un manifesto anonimo può diventare più efficace di un programma in dieci punti. Non risolve i problemi della città, certo. Ma almeno ricorda che la politica, prima ancora di dividersi tra schieramenti, slogan e apparentamenti, vive anche nello sguardo ironico dei cittadini.
Nelle prossime ore, la staccionata del Sant’Anna potrebbe trasformarsi in una tappa obbligata per curiosi, simpatizzanti, avversari e semplici passanti. Qualcuno commenterà, qualcuno sorriderà, qualcuno farà finta di non aver visto. Ma tutti, probabilmente, avranno qualcosa da dire.
E in campagna elettorale, si sa, riuscire a far parlare di sé è già mezza vittoria. Anche quando il merito — o la colpa — è di un anonimo con più colla che timidezza.
La Redazione
