POLITICA

INTERVISTA AL CONSIGLIERE ANTONIO DELL’AQUILA (PD)

D.Buongiorno Consigliere, grazie per aver accettato questa intervista. Le chiedo subito: è vero che non si ricandiderà alle prossime elezioni comunali?

R. Reputo improbabile la mia ricandidatura alle prossime elezioni comunali.

D.Questa è una notizia importante. Posso chiederle il perché?

R. Certamente. Premetto che il mio impegno politico non finisce qui. Si è militanti, anzi direi soldati, per tutta la vita. Però nelle istituzioni bisogna starci per un tempo definito, soprattutto quando ci si rende conto che la propria visione della politica è profondamente divergente rispetto alla deriva che sta prendendo il quadro politico – abbiamo tanti protagonisti che non hanno il senso nè delle istituzioni nè dei partiti

D.Interessante. Ci spieghi meglio.

R. Oggi ti presentano i piatti già pronti sotto il naso. Non c’è più discussione. Dobbiamo combattere con una visione quasi cesaristica della politica, con un decisionismo che può avere un senso in altri contesti, ma non nella casa dei cittadini. Mi viene in mente ciò che diceva Berlinguer: “Ciò che conta non è stare al potere, ma le cose che si devono fare quando si è al potere.”

D.Ma cosa è successo concretamente?

R. Tutto e niente. Diciamo che io non faccio l’usciere di nessuno e non metto il piatto a tavola grazie al Comune di Lucera. Se mi rendo conto che non si partecipa alle scelte politiche, che il confronto viene evitato perché considerato solo un impiccio, allora preferisco dedicarmi ad altro: alla battaglia politica dentro il mio partito, per far crescere il PD e liberarlo da ciò che lo tiene al guinzaglio.

D.Un messaggio molto chiaro una chiamata alle armi

R. Direi di sì. Questa coalizione è stata allestita nel 2021 per soccorrere una città che usciva dal dissesto e da sette mesi di crisi politica, con il commissariamento dietro l’angolo. Il nostro è stato un atto di responsabilità, ma a termine ripeto a termine , un po’ come è accaduto a livello nazionale con i governi Dini, Monti o Draghi. Qualcun altro, invece, ha pensato che potesse diventare un modello stabile.
Ma scherziamo? Come diceva mia nonna: ognuno a casa sua. E il lavoro non ancora finito infatti da qualche parte c’è ancora qualche imbucato.

D.Messaggio ricevuto.

R. Quando abbiamo organizzato le riunioni del cosiddetto “campo largo”, che tra l’altro nessuno voleva davvero, abbiamo assistito alla comparsa di sigle improbabili messe lì per fare numero .C’è n’è una addirittura il cui fondatore interpellato ci ha risposto – ma io adesso c’ho l’agriturismo- E infatti oggi, finita la kermesse, i simboli iniziano a fondersi tra loro perché non ci sarebbero nemmeno i numeri per fare le liste.

D.Però anche nel PD siete spesso in guerra tra voi.

R. Esatto. Siamo senza pace.
In questo partito, ma anche in gran parte della classe politica, dovremmo renderci conto che in questi anni i risultati sono stati quelli che sono e non sarebbe male limitarsi a dare supporto e buoni consigli ad una nuova classe politica, che periodicamente dovrebbe rigenerarsi- io certe volte mi guardo allo specchio e non mi sopporto piu- non capisco perchè gli altri non si pongano questo problema!! Dovrebbe valere la regola delle due consiliature non di piu’. Lucera oggi vive una grave emergenza democratica: c’è un dilagante trasformismo che richiama i periodi peggiori della sua storia. Non ci siamo fatti mancare nulla: dal populismo, alla politica dei mestieranti, agli analfabeti funzionali, agli assenteisti cronici e tanti, e per fortuna tanti umili e bravi amministratori che hanno dedicato tempo e cuore alla nostra città.

D.Ma concretamente cosa succede oggi?

R. Succede che proprio oggi in giunta passa un progetto di partenariato pubblico-privato per la gestione dei monumenti della città e noi lo scopriamo appena 24 ore prima. Un fatto con una valenza sociale, politica, enorme che non ha avuto una minima forma di dibattito nella città Se chiedi di discuterne ti dicono: “, non c’è tempo, domani, sta notte, tra un ora scade”. E allora mi chiedo: che cosa stiamo qui a fare? A pettinare le bambole?

D.Ma queste cose le scoprite solo adesso?
R. No. Io queste cose le dico nel partito da gennaio 2024, precisamente da quando ho capito che le cose stessero prendendo una piega diversa -infatti l’alleanza stava assumendo una mutazione genetica, ma quando abbiamo provato a sistemare le cose, dove l’80% del partito chiedeva di sostituire l’assessore sono intervenuti fattori esterni- Noi non siamo piu’ padroni a casa nostra questa è la verita’- e non è un fatto democratico

D.Grazie Consigliere per l’intervista.

R. Grazie a voi. E stiamoci bene.