LUCERA – Continua la guerra interna al Partito Democratico di Lucera e la sensazione, sempre più diffusa negli ambienti politici cittadini, è che la vicenda stia ormai scivolando verso le “comiche finali”.

Nella giornata di giovedì 5 marzo, alla presenza del segretario provinciale del Partito Democratico, si è tentata l’ennesima mediazione tra le due anime del partito. L’incontro, che nelle intenzioni avrebbe dovuto ricucire lo strappo interno e avvicinare le posizioni in vista delle prossime scadenze elettorali, si è invece concluso con un nulla di fatto. Ancora una volta nessuna fumata bianca: le due aree del partito sono rimaste rigidamente sulle proprie posizioni.

Da un lato c’è una componente che continua a chiedere un allargamento reale della coalizione a tutte le forze del centrosinistra, nella convinzione che solo una proposta politica ampia e condivisa possa garantire stabilità e competitività elettorale. Dall’altro lato, invece, resta salda la linea di chi difende senza tentennamenti la candidatura del sindaco uscente Giuseppe Pitta, ritenendo che la continuità amministrativa rappresenti la soluzione più naturale per il futuro della città.

Il nodo politico che continua a impedire qualsiasi sintesi è sempre lo stesso: la possibile presenza di liste e personalità provenienti dal centrodestra all’interno della coalizione che dovrebbe sostenere la ricandidatura di Pitta. Una prospettiva che una parte significativa del Partito Democratico e delle altre forze del centrosinistra considera incompatibile con l’identità politica della coalizione.

Negli ultimi giorni, inoltre, si rafforza una lettura politica che alimenta ulteriormente le tensioni interne. Secondo diversi osservatori e protagonisti della trattativa, infatti, il sindaco Pitta starebbe tentando un’operazione politica alternativa, provando a convincere Forza Italia a presentarsi con una lista civica, in modo da aggirare il veto formale posto dal Partito Democratico e dagli altri soggetti del centrosinistra rispetto alla presenza di forze riconducibili al centrodestra nella coalizione.

Una mossa che, se confermata, rischierebbe di rendere ancora più complicato il già fragile equilibrio interno al partito.

Il clima dell’incontro di ieri viene descritto da diversi presenti come particolarmente duro. Durante il confronto sarebbero volate parole pesanti e il dibattito avrebbe assunto toni molto accesi, segno di una frattura politica ormai profonda e difficilmente ricomponibile in tempi brevi.

Come se non bastasse, nelle prossime ore è previsto un ulteriore tentativo di mediazione. Per venerdì sera, infatti, sarebbe stata ipotizzata una nuova convocazione del gruppo che fa riferimento al consigliere regionale Antonio Tutolo, nel tentativo di verificare ancora una volta la possibilità di una convergenza.

Ma anche su questo passaggio molti osservatori mostrano scetticismo. Il gruppo politico vicino a Tutolo, proprio nella stessa serata di venerdì, sarebbe infatti intenzionato a individuare e indicare il proprio candidato sindaco da proporre alle altre forze del centrosinistra.

Un passaggio che, di fatto, rischia di svuotare di significato l’ennesimo tentativo di mediazione.

Così, mentre le riunioni si susseguono e le trattative si moltiplicano, la sensazione diffusa è che la vicenda del Partito Democratico lucerino stia assumendo i contorni di una lunga e travagliata saga politica, fatta di veti incrociati, strategie parallele e tentativi di sintesi sempre falliti.

E mentre il tempo scorre, la crisi del PD di Lucera resta aperta, con un partito diviso e una coalizione che, almeno per ora, appare ancora tutta da costruire.

La Redazione