LUCERA – E mentre a Palazzo di Città si gioca a Risiko con le sedie, arriva l’ultima puntata della saga: Forza Italia concede un’ulteriore proroga al sindaco. Una proroga, sì. Come quelle delle scadenze fiscali: non è un sì, non è un no, è un “vediamo… ma non troppo”.
Pare che il copione sia questo:
Forza Italia attende pazientemente l’esito del direttivo del Pd di giovedì, mentre il sindaco – con aplomb degno di un equilibrista del Cirque du Soleil – tiene un piede nella stanza azzurra e l’altro davanti alla porta democratica.
Se il Pd dovesse sciogliere i nodi e dire un sì convinto, bene. Se invece dovesse temporeggiare, rinviare, aprire un tavolo, convocare un pre-tavolo del tavolo o istituire una commissione sul tavolo… allora la “stanza destra” diventerebbe improvvisamente la più accogliente.
In pratica, la politica dei due forni evolve: adesso servono due stanze, un corridoio e possibilmente una porta girevole.
Il paradosso è che Forza Italia, dopo penultimatum e ultimatum, sembra aver scoperto la pazienza zen. Una proroga tecnica, potremmo dire. Una sorta di “contratto a tempo determinato” in attesa che il Pd decida se guardare il simbolo col binocolo o con gli occhiali da sole.
Il risultato?
Un sindaco in modalità “attendo esiti”, un Pd in piena introspezione collettiva e Forza Italia che, nel frattempo, tiene acceso il forno… a temperatura moderata.
Se giovedì dal direttivo dem dovesse uscire fumo bianco, bene. Se dovesse uscire fumo grigio, nessun problema: la seconda stanza è già pronta.
Altro che Campo Largo. Qui siamo al Campo Elastico: si allunga, si accorcia, ma non si spezza mai. Per ora.
La Redazione
