Eventi importanti, di grande merito, ma non tali da poter parlare di boccata d’ossigeno per il turismo, come molte testate giornalistiche, invece, hanno riferito in questi ultimi mesi e come riferiranno sicuramente, il giorno dopo, la partenza del giro d’Italia.
E alla domanda: << hai riempito l’hotel? >>, rispondo certamente << sì >> , ma è evidente che chi formula la domanda non conosce la realtà locale degli alberghi di Lucera, perché pensa, giustamente, che solo grazie a questi eventi, gli hotel riescono a riempire le loro camere.
Quando, invece, sulla base di un sondaggio quotidiano, la realtà è ben altra e cioè che gli hotel della città e non solo , nei giorni lunedì, martedì, mercoledì, giovedì sono in gran parte sempre e quasi pieni, grazie al turismo per affari.Il problema grosso per noi operatori è la poca affluenza che si riscontra spesso nel week-end, a dimostrazione che la città, non rientra ancora tra le mete preferite dei turisti, e che quindi non può parlarsi di turismo e né tanto meno di politica del turismo.
Nonostante il notevole impegno che l’assessore Benincaso sta mostrando nel suo mandato, Lucera non è pronta e spesso questa sua impreparazione non l’aiuta a fatto a diventare quel polo di attrazione che da anni speriamo, anzi.
Il punto di partenza di ogni grande impresa è la competenza nel settore e il turismo è un settore che va vissuto in tutti i suoi aspetti fino a portare chi lo gestisce ad immedesimarsi nel turista e a chiedersi, <<perché devo scegliere Lucera? >>.
Si chiama “Psicologia del turismo”.
Alla base di tutto c’è la motivazione del turista o meglio, cosa potrebbe spingere il turista a scegliere Lucera come possibile tappa del suo viaggio? Chiunque a questa domanda, potrebbe rispondere: c’è il castello, l’anfiteatro,ecc, ecc. ma non basta perché la stessa motivazione potrebbe averla facendo tappa, ad esempio, a Troia e visitare Lucera.
Cosa voglio dire con questo? Che non sono gli spettacoli , gli eventi sportivi, culturali , i nostri monumenti a fare della nostra città, una città turistica o meglio la possono far diventare se il tutto ruotasse in una politica programmata connessa con il territorio e con un’altra serie svariata di aspetti che possano al meglio rendere la città competitiva sul mercato , in grado di poter appagare al meglio il turista che è sempre alla ricerca di un oggetto che possa ridurre o eliminare quello stato negativo derivante dal bisogno percepito dall’individuo come una carenza, nel momento della sua scelta.
Dobbiamo trasformare la nostra città in un prodotto da poter vendere sul mercato.Per trasformarla in un prodotto, bisogna considerare il turismo, un obiettivo da raggiungere, attorno al quale concentrare l’attenzione di tutti i settori dell’attività dell’amministrazione comunale.
Di fatto, fino ad oggi, nessuno mai ha programmato l’attività amministrativa per il raggiungimento di un obiettivo, come ad esempio il turismo.
Si continua sempre a considerare i settori singolarmente ma mai in sinergia tra loro, con risultati tra l’altro evidenti, che portano ad avere un quadro confuso, così confuso da farci diventare pazzi.