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Il Sindaco Pasquale DotoliLa politica a Lucera è affare di maschi, soprattutto se di “panza e presenza”!

di Pasquale Trivisonne

LUCERA (25 luglio) - I mal di pancia all’interno della coalizione di centro destra sembrerebbero non finire mai.  Sopite le lotte intestine  all’interno del PdL, questa volta è quello che succede nell’Udc a non far dormire sonni tranquilli a Pasquale Dotoli. Achille Petito, capogruppo dell’Udc e marito dell’ex Assessore Marina Petroianni, ha infatti  minacciato che, nel prossimo Consiglio Comunale, chiederà la sfiducia del sig. Di Ianni,  uomo di punta di questa amministrazione e coordinatore provinciale dell’Udc.

Una situazione incredibile, che se non fosse per gli sviluppi che potrebbe avere sull’amministrazione Dotoli, non varrebbe neanche la pena di commentare.
Ancora una volta il corso di questa amministrazione viene condizionato dalle liti e dalle divisioni interne di uno dei partititi che la sostengono.

Se in uno schieramento, soprattutto in uno anomalo come quello del centro destra lucerino formato più che da partiti da singoli individui,  è naturale un certo tasso di litigiosità,  quello che non è normale è il fatto che questa caratteristica blocchi l’attività amministrativa o perlomeno non la renda efficace rispetto ai problemi da risolvere.

La recente nomina della dott.sa Di Sieno con tutto il corollario di ricorsi e veleni che si porta dietro è l’ulteriore prova dell’improvvisazione e del caos che regna in questa amministrazione. Su questa questione del “ricorso rosa” si è detto molto, quello che vorremmo mettere in risalto ulteriormente è il fatto che della questione di principio - le quote rosa  - non frega niente a nessuno. E’ stato banalizzato un sacrosanto diritto costituzionale è fino a farlo diventare una misera  questione di poltrone. L’abbiamo gia scritto e lo ripetiamo: fa benissimo la signora Petroianni  a reclamare un suo diritto, ma farne un simbolo di riscatto delle donne di Lucera – cosi come ha scritto un cronista locale sulle pagine di un noto quotidiano – ci sembra un tantino eccessivo.

Per quanto riguarda la nuova “quota rosa”, la dott.sa  Costanza di Sieno, è evidente che  si ritrova a fare l’Assessore non perché capace – e sicuramente lo è – ma perché con la sua nomina qualche fine stratega di Palazzo Mozzagrugno si è illuso di evitare il giudizio del  Tar, che potrebbe mettere – ancora una volta -  in grave imbarazzo questa amministrazione.
La parità sessuale è una delle ultime preoccupazioni del centro destra:  il PdL alle ultime elezione ha candidato una sola donna che ha preso la bellezza di 0 voti.

La politica a Lucera è affare di maschi, soprattutto se di “panza e presenza”!

Inoltre se è vero che il nuovo Assessore è stato indicato dai due fuoriusciti della lista del sen. Dell’Osso, ancora una volta singoli individui (Vitarelli-Pagliara) e non partiti o liste, hanno determinato il corso di questa amministrazione.

I due Consiglieri Comunali si sono  addirittura  inventati  una sigla nuova (Indipendenti di centro) e una formula politica (Patto federativo) il cui significato è chiaro solo a loro.

Normalmente ci si “federa” tra partiti e non tra individui e come fa Pasquale Dotoli ad affermare che gli Assessori sono scelti su indicazioni dei partiti è un autentico mistero.

I due “federati” tra l’altro sono stati eletti in una lista - quella del sen. Dell’Osso – e dopo le note vicende che hanno visto protagonista il loro leader, sono passati “armi e bagagli” sulla sponda opposta. 

Per dovere di cronaca è utile ricordare che uno  dei due “federati”, il Consigliere Vitarelli, non è nuovo a operazioni di questo tipo.

Nelle penultime elezioni amministrative - quelle vinte da Morlacco – si distinse per un episodio di trasformismo alquanto strano anche per l’ambiente politico di Lucera, che su questo non  ha da invidiare nulla a nessuno.

In quelle elezioni era candidato nella lista della Democrazia Cristiana che appoggiava il candidato sindaco di centro sinistra Vincenzo Morlacco e prese 130 voti.

Morlacco e il suo rivale del centro destra sen. Dell’Osso finirono al ballottaggio e Vitarelli, con Morlacco in difficoltà,  pensò bene di fare il salto della quaglia e fare una dichiarazione di voto a favore del sen. Dell’Osso che però, nonostante il vantaggio iniziale e il suo apporto perse clamorosamente le elezioni

L’altro  “federato” doveva essere uno dei fiori all’occhiello di questa amministrazione,  quando però lo abbiamo ascoltato in una  prolusione in un Consiglio Comunale in cui chiedeva al Presidente del Consiglio comunale – a proposito delle  continue critiche di scarsa produttività alle commissioni consiliari - un codice di autoregolamentazione per i Consiglieri Comunali, allora ci sono cascate letteralmente le  braccia.

Serve forse un codice di autoregolamentazione per far capire - a chi è pagato con soldi pubblici – che deve essere presente e puntuale alle riunioni e che soprattutto che deve informarsi degli argomenti in discussione ?

Abbiamo chiesto ad Antonio  Tutolo il suo pensiero in merito alle ultime vicende politiche e la sua risposta è stata disarmante.

Politica, cosa centra la politica in queste vicende?”. Secondo Tutolo la vicenda che vide protagonista Vitarelli “più che con la politica dovrebbe essere letta con una metafora calcistica”.

 “E’ come se in una finale di Coppa dei Campioni, lo stesso giocatore disputasse  il primo tempo con una squadra e il secondo con quella avversaria”. Il bello – secondo Tutolo- “è che è riuscito a perdere in tutte e due le squadre”.

Come dargli torto? Cosa centra la politica nelle vicende di Palazzo Mozzagrugno?

 

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