
La società in questione è costituita con una capitale sociale di 110.000 euro, le quote sono divise tra tre soci e una delle quote più consistenti è di proprietà della società Finrex S.A, domiciliata a Lugano in Svizzera.
Le società anonime rappresentano il 90% delle società svizzere, non sono permesse in Italia e hanno la caratteristica di garantire l'anonimato assoluto del cliente-azionista.
Rappresentano la forma societaria perfetta per realizzare opere che richiedono investimenti imponenti e rischiosi: in caso di problemi, la proprietà è talmente frazionata che venirne a capo è praticamente impossibile.
E’ probabile che la S.E.V.A. e la società anonima di Lugano debbano rivedere il loro business plan, perché il “vento” che tira nei paesi garganici non è dei migliori e non sarà facile trovare altre amministrazioni, come quella del Comune di Ischitella, disponibili a svendere il loro tramonto per 300.000 euro l’anno.
Infatti, numerose associazioni garganiche e tanti cittadini, oltre che considerare questa proposta offensiva, temono anche che possa essere emulata da altre amministrazioni che potrebbero autorizzare altri impianti eolici industriali e quindi dare un colpo mortale alla costa Garganica e a tutte le attività ad essa connesse.
Sembrerebbe che questi dubbi abbiano prodotto qualche ripensamento nell’amministrazione di Ischitella, che ha chiesto di ridurre il numero di pale previste dal progetto da 80 a 35.
La richiesta è stata comunicata dall’ing. Corona, rappresentatnte della società S.E.V.A., nei locali della Capitaneria di Porto Manfredonia dove, il 21 Gennaio, si è tenuta la prima conferenza dei servizi prevista per questo tema .
A questo incontro era stranamente assente il Comune di Ischitella che in questo modo conferma le critiche di chi accusa l’amministrazione di evitare qualsiasi confronto pubblico su questo tema.
Sempre in questo incontro, dopo la ferma opposizione del Comune di Rodi Garganico, è stato reso noto che è stata richiesta una partnership al Comune di Cagnano Varano.
Il Sindaco di questo paese ha ribadito che la sua amministrazione è in scadenza e che sarà la prossima ad occuparsi della vicenda.
Nell’incontro è stato inoltre confermato quello che in molti temevano: tutta l'area in mare compromessa dalle pale non potrà essere navigabile e sarà chiusa completamente alla pesca.
La riunione è stata rinviata al prossimo 15 aprile per la necessità di acquisire una nuova documentazione sul progetto che il Comune di Ischitella ha chiesto di ridimensionare.
Sarebbe interessante capire se, la decisone presa dall’amministrazione guidata dal dott. Colecchia , sia il frutto delle critiche che rischiano di isolare l’amministrazione di Ischitella dagli altri paesi garganici, oppure una maniera elegante per cominciare ad uscire fuori da una scelta che diventa ogni giorno sempre più impopolare.
C’è inoltre chi ipotizza che, l’assenza all’incontro, sia stata un strategia messa in atto per evitare di rispondere alle domande scomode che inevitabilmente sarebbero state poste dai rappresentati dell’ associazione ambientalista “Io sono garganico” e dal “Comitato per la tutela del mare garganico”.
Oppure che la riduzione del numero di pale, potrebbe essere una mossa studiata ad arte per dimostrare una disponibilità a trattare e ad accogliere le critiche che sicuramente erano state ampiamente previste da parte della società privata.
Tra l’altro, in molti ipotizzano che se la contrattazione tra la società valdostana e il Comune di Ischitella fosse stata effettuata in una logica di mercato (e non c’è motivo di dubitarne altrimenti non si capirebbe con che criteri sia stata condotta la trattativa) , la riduzione delle pale dovrebbe provocare anche una riduzione degli introiti previsti per l’Ente Comunale.
Nella casse comunali, con il numero di pale ridotte, dovrebbero finire poco meno che 150.000 euro l’anno.
La cifra offerta dalla società valdostana passa dallo “zero virgola qualcosa” del primo progetto allo “zero virgola quasi niente del nuovo progetto”.
I circa 5000 cittadini di Ischitella che forniscono la materia prima, vento e mare, senza dei quali non sarebbe possibile il progetto e finanziano con la bolletta elettrica gli impianti eolici, da questo progetto guadagnerebbero circa 3 euro al mese pro capite.
Un gran bell’affare quello fatto dall’amministrazione di Ischitella: dalla camera e cucina di Gressonay, che si poteva acquistare con 300.000 euro, siamo passati ad un posto macchina in un condomino popolare di Lugano!

