
PA.....LE EOLICHE: PALE A LUCERA E POSTI DI LAVORO IN CINA!
di Pasquale Trivisonne
LUCERA (14 Dicembre) - Per informare la cittadinanza della scelta eolica fatta da questa amministrazione, la coalizione di centro destra, ha fatto affiggere, sui muri della città, dei manifesti in cui si legge che gli impianti eolici produrranno benefici e vantaggi per tutti i cittadini di Lucera.
In attesa di vedere quali saranno questi vantaggi, speriamo che a nessuno venga in mente di illuderci che con gli impianti eolici saranno risolti i problemi occupazionali nella nostra città.
In verità un tentativo in questa direzione è stato fatto, ipotizzando, nella determina che accompagna lo schema di convenzione approvato, la creazione di 2000 posti di lavoro e addirittura la nascita di interi quartieri, che saranno necessari per ospitare coloro che arriveranno a Lucera per lavorare nel comparto eolicoInfatti, nella determina nr. 232 del 25-08-09, si afferma testualmente: questo investimento produrrà “enormi riflessi sull’occupazione, considerato che, anche a voler tralasciare l’enormità del lavoro occorrente per la costruzione degli impianti, i soli oneri di manutenzione programmata e periodica (3,5 + 1,5 = 5% all’anno), della dimensione di Euro 50.000.000 annui, corrispondono a 1.000 addetti stabili” ai quali si “aggiungeranno altri 1.000 lavoratori dell’indotto e relative famiglie”.
Queste previsioni, inserite in un atto amministrativo e portate in Consiglio Comunale, saranno state sicuramente condivise dal primo cittadino Pasquale Dotoli da cui, a questo punto, ci aspettiamo che, magari in un comizio, illustri alla cittadinanza da chi saranno creati i duemila posti di lavoro previsti nella determina dirigenziale. Forse dalle società che hanno firmato le convenzioni?
Questi proiezioni, oltre ad aver fatto ridere diversi addetti ai lavori, non hanno nessuna base scientifica, sono stati smentite da chi le ha effettuate e sono in assoluta controtendenza rispetto a quello che succede nel resto d’Europa. Eppure, nonostante questo, la determina è passata su diverse srivanie e nessuno sembra essersi accorto dell'assurdità di quanto scritto.
La multinazionale Gamesa, con sede in Spagna, licenzierà 141 persone nel proprio impianto negli USA a partire dal gennaio 2010.
Il gigante dell’eolico, la danese Vestas, licenzia a causa della crisi circa 2.000 dipendenti, 700 in Gran Bretagna a causa della chiusura degli impianti di Southampton e di Isle of Wight, 1300 in Danimarca nelle fabbriche di Nakskov and Lem.
L’azienda indiana produttrice di aerogeneratori Suzlon ha deciso drastici tagli occupazionali nei suoi stabilimenti: 160 lavoratori, più della metà della forza di lavoro dell’unico stabilimento negli USA sono stati licenziati.
Il principale produttore danese delle materie plastiche di cui sono composte le eliche, LM Glasfiber, licenzierà ben 900 lavoratori in Danimarca e i loro posti di lavoro saranno trasferiti in Cina.
In sostanza, vengono confermate le previsioni di Nobuo Tanaka, Direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia che, in una sua recente dichiarazione, ha affermato che la maggior parte dei posti di lavoro legati alle energie rinnovabili, sarebbero stati creati, non nei paesi dove la collettività paga gli incentivi, ma nei paesi dove i costi di produzione sono inferiori come Cina e India.
Le pale a Lucera e i posti di lavoro in Cina: saranno mica questi i vantaggi per i cittadini di Lucera?
In Capitanata sono attivi impianti che non hanno prodotto nessun occupato a tempo indeterminato e fonti accreditate stimano che il totale degli assunti con contratti di questo tipo siano poche decine di unità.
Il lavoro vero, quello che permette di panificare il proprio futuro in maniera serena e che crea ricadute su tutto il corpo sociale e non solo su pochi soggetti, non si è sviluppato in nessuno dei paesi della Capitanata, che continuano a spopolarsi anche con gli impianti eolici.
Non hanno creato lavoro e non hanno permesso lo sviluppo di attività artigianali, turistiche e agrituristiche che avrebbero potuto svilupparsi con una seria valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico e naturale, oggi invece compromesso da distese eoliche.
Inoltre, i pochi posti di lavori a tempo indeterminato, spesso, sono stati riservati, a figli, parenti e affini, di sindaci, assessori, tecnici comunali e, si mormora, anche di qualche alto papavero regionale.
Il fenomeno sembra talmente diffuso, che sorge d’obbligo chiedersi se la scelta eolica, in tanti consigli comunali sia stata fatta per l’ambiente, oppure per il portafoglio di pochissime persone.
Scommettiamo che, purtroppo, rivedremo questo film anche a Lucera?

