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LA MAFIA E IL MALAFFARE POSSONO CONDIZIONARE LA SCELTA EOLICA FATTA DA QUESTA AMMINISTRAZIONE?
 

di Pasquale Trivisonne
LUCERA (13 Dicembre) - L’affare  eolico, visti gli enormi interessi in gioco, doveva per forza di cose attirare l’interesse della malavita organizzata che in varie regioni e in diversi modi, è entrata prepotentemente a dettare le regole in  quella che in molti hanno definito “la truffa  del secolo”.

 In Sardegna,  il vice presidente della Commissione Bicamerale Antimafia, Fabio Granata (PdL), ha chiesto l’avvio di un’indagine sul proliferare di parchi eolici.

 

In Sicilia, l’operazione Minoa  ha portato in carcere diversi esponenti dei clan mafiosi agrigentini coinvolti negli appalti per le cosiddette grandi opere tra cui l’acquisto di terreni per la realizzazione di una centrale eolica.
Sempre in Sicilia, nel trapanese, sono noti gli interessi del nuovo capo di cosa nostra, Matteo Messina  Danaro (leggi) per il settore eolico.

Con l’operazione Malaricotta 2 è stato accertato dalla Direzione Investigativa Antimafia, che ci sono forti interessi nell’eolico da parte della criminalità organizzata i tutta Italia.
In questi giorni è stato arrestato l’imprenditore Oreste  Vigorito, proprietario della società che detiene il maggior numero di impianti del Subappennino,  per truffa alla CEE  e associazione a delinquere.
Nella nostra Regione diverse procure stanno indagando sulle infiltrazioni mafiose in questo settore e sembrerebbe che la Guardia di Finanza abbia aperto un fascicolo d’indagine  anche sull’iter autorizzativo che ha portato al via libera ad una quindicina di parchi eolici della zona della Capitanata e delle Murge.

Due candelotti di dinamite hanno fatto saltare gli impianti elettrici di due pale eoliche che la società palermitana SER1 sta installando in località Casale a Sant’Agata di Puglia.

Nella nostra città, gli strali contro le infiltrazioni mafiose in questo comparto, sono stati ribaditi dalla performance che Vittorio Sgarbi ha tenuto recentemente al teatro Garibaldi in cui, riferendosi all’arresto dell’avv. Oreste Vigorito, ha parlato di “sistema tipicamente mafioso”.

E d’altronde in rete è possibile vedere diversi filmati e leggere numerosi scritti, in cui il critico d’arte, ribadisce quanto affermato a Lucera.

Il primo cittadino, Pasquale Dotoli, intervistato in merito a queste denunce  ha dichiarato che:“…(Vittorio Sgarbi)  quando parlava di mafia e di criminalità ovviamente, si riferisce a quelli che sono le autorizzazioni e gli accordi europei  e a quello che l’Italia ha seguito e in particolare in alcune  regioni…”.

Nella risposta non si capisce bene a quali autorizzazioni e accordi, il primo cittadino, faccia riferimento e soprattutto la relazione tra questi ultimi e le infiltrazioni  mafiose a cui accennava Sgarbi.

 Un tema di scottante attualità come questo, meritava  forse una risposta di ben altro spessore e  magari illustrando le contromisure che questa amministrazione ha messo in atto, per evitare che, anche nella nostra città, il malaffare e la malavita organizzata, possano, condizionare la decisione di installare impianti eolici nel nostro territorio.

E i modi per realizzare questo obiettivo sono innumerevoli e non sempre necessitano di lupara e coppole.

 

 

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