L’UMANITA’ E’ SCONFITTA…
Saranno stati i mafiosi, saranno stati i terroristi, sarà stato un “pazzo solitario”, fatto sta che la faccenda è vergognosa qualunque siano le responsabilità. Che si possa morire in quel modo, innocentissimamente, nell’atto più normale per una sedicenne, quello di andare a scuola come ogni mattina, questo è terribilmente incredibile.
Ma che nel nostro Belpaese qualcosa non funziona non è cosa da indovini. Che il male di vivere sia nell’aria e che la tensione sia alle stelle è cosa evidente. Ma che ci si metta pure chi vuole portare al parossismo questo clima colpendo, peraltro, chi non c’entra proprio nulla è da bestie.
Perché la violenza non ha giustificazioni, mai. Neanche quella delle guerre che insistono a chiamare “giuste”. Perché ciò che porta morte a degli innocenti non è mai razionalmente giustificabile.
La magistratura dovrà fare serenamente il suo lavoro, indisturbata, per scovare il o i responsabili di questa brutalità.
Ma è la società civile e le sue istituzioni, che dopo la rabbia, il dolore e lo sgomento deve chiedersi seriamente cosa fare nel futuro per costruire un’ambiente vivibile dove non sia la violenza a dire l’ultima parola.
Se lo deve chiedere la Scuola, quella ferita così gravemente nell’attentato di Brindisi e con la morte di Melissa Bassi e il ferimento delle sue amiche, la Scuola italiana così bistrattata che fatica a portare avanti il suo alto compito educativo. Quella scuola violentata sabato mattina come una vergine alla quale nessuno, per pudore, aveva mai osato neanche avvicinarsi.
Se lo deve chiedere la Famiglia che dovrebbe accorgersi di più di avere dei figli così fragili e così esposti alla crudeltà dei grandi, quei figli a cui non basta dare il pane e qualche vestito griffato ma un’educazione alla non violenza e all’amore per la città. Ai quali insegnare che se muore una ragazza innocente niente è più importante della riflessione e del dolore per l’accaduto. Neanche la vittoria della squadra del cuore.
Se lo deve chiedere la Chiesa. Mi ha fatto tanto impressione vedere il vescovo di Brindisi, peraltro una brava persona, fischiato dalla folla di giovani, in piazza, la sera dell’attentato. Come prete, mi sono chiesto cosa diciamo noi quando parliamo e che la gente,i giovani soprattutto, non vogliono sentire? Forse solo un po’ di retorica condita da qualche bella frase evangelica. E cosa non diciamo che, invece, la gente vorrebbe sentire.
Non sono, certo, tempi buoni: gli scandali hanno minato seriamente la credibilità di questa istituzione divina che abbiamo ridotto a compagine solo umana, troppo umana. E non facciamo abbastanza per riacquistare credibilità. Nonostante, la storia ci abbia regalato uomini che hanno lasciato il segno: Mazzolari, Milani, Turoldo, Bello non abbiamo capito ancora niente di come si mette in pratica il vangelo. Di come si combatte il male con il bene, senza flirtare con il potere di notte mentre di giorno si fa finta di arrabbiarsi.
Ora, più che mai, non c’è più tempo da perdere. (Ciro Miele)
22 maggio





