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DIOCESI: DISPOSIZIONI PER LE LITURGIE CHE VANNO DALLA DOMENICA DELLE PALME A PASQUA. LA PANDEMIA NON È ANCORA FINITA

epdef-stemma-mons-giuliano-giuseppe-1951-ad-multosRiceviamo dal nostro vescovo Mons. Giuseppe Giuliano e pubblichiamo

LUCERA - Alla luce delle disposizioni della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti in tempo di Covid, viene disposto quanto segue.

1. L’uso dei social media, utile per offrire sostegno e vicinanza alle Comunità colpite da pandemia, va comunque limitato. Per le celebrazioni della Settimana Santa, ed anche per tutta le altre Celebrazioni, si privilegerà la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal Papa e dal Vescovo.

2. La meditazione della passione e della risurrezione del Signore (Via vitae) verrà proposta, quest’anno, nel giorno di venerdì 26 marzo in Cattedrale, alle ore 19 e verrà trasmessa da Telecattolica.

3. Domenica delle Palme. La Commemorazione dell’Ingresso del Signore in Gerusalemme si celebri all’interno dell’edificio sacro, adottando la terza o la seconda forma prevista dal Messale Romano.

4. La Messa crismale verrà celebrata il mercoledì santo in Cattedrale a Lucera, alle ore 9,30: vi parteciperanno tutti i sacerdoti (secolari e religiosi) della Diocesi e una persona per parrocchia.

5. Nella celebrazione del giovedì santo si omettano la lavanda dei piedi ed anche la processione con il Santissimo Sacramento, che verrà custodito nel tabernacolo per l’adorazione personale. Si evitino decisamente scenografie e composizioni varie.

6. Per la celebrazione del venerdì santo, si può aggiungere, opportunamente, alle preghiere di intercessione una speciale intenzione per chi vive difficoltà, malattia o lutto. L’adorazione alla Croce sia fatta senza il bacio, che verrà limitato al solo Celebrante.

7. La Veglia pasquale verrà celebrata solamente nella Cattedrale e nella Chiese parrocchiali. Per la liturgia battesimale si mantenga solo il rinnovo delle promesse battesimali.

8. Si evitino accuratamente le manifestazioni di pietà popolare e le processioni.

9. Si abbiano concretamente presenti – sia a livello personale che a livello comunitario – i poveri e i sofferenti.

Si ricorda che la pandemia non è finita: è molto saggio tenere in giusto conto che lo stato di emergenza non è ancora finito.

(Comunicato stampa)

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