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LUCERA: DAL 4 MAGGIO INIZIO FASE 2, “STOP A PROPOSTE POLITICHE FATTE SUI SOCIAL”, LE RICHIESTE DEGLI ATTIVISTI 5 STELLE

Riceviamo dalla Consigliera Comunale di Lucera  Raffaella Gambarelli e gli attivisti di Lucera 5 Stelle e pubblichiamo 

faseDal 4 Maggio inizierà in tutta Italia la fase 2. Questo significa che gradualmente, passo dopo passo, si riavvierà il motore economico e sociale del Paese.  Il Governo, pur nelle incognite di un’esperienza mai vissuta negli ultimi 100 anni, con l’ultimo Decreto ha cercato di contemperare il bisogno urgente delle imprese di ripartire con le dovute cautele per scongiurare il rischio, non secondario, di una infausta ricaduta nel contagio, come già successo in altri Paesi. Anche i Comuni sono chiamati a dare contenuto a questa fase, adottando provvedimenti specifici. E in tale ottica, nonostante i nostri contributi siano stati ignorati dall’Amministrazione Comunale, Noi continuiamo con le nostre proposte.  Ad esempio, con pec del 23 marzo, la nostra Consigliera Comunale Raffaella Gambarelli aveva invitato il Sindaco a ripensare gli orari di chiusura degli esercizi commerciali per evitare il rischio di file interminabili e assembramenti: nessuna risposta è pervenuta, non siamo stati ritenuti degni neppure di un cenno di dissenso. Poi, sappiamo cosa è accaduto alla vigilia del 25 aprile: file interminabili davanti ai supermercati, assembramenti e cittadini rimasti senza spesa perché non hanno fatto in tempo ad entrare nei negozi.  A questo punto, ci chiediamo cosa voglia fare di concreto l’Amministrazione Comunale per aiutare Lucera a ripartire: è ora di dare un deciso stop a proposte politiche basate solo sull’improvvisazione social.

Gli aiuti concreti che questa città ha avuto in questi due mesi, sono arrivati essenzialmente dal Governo (con 289.000 euro per i buoni spesa e 20.000 euro per la sanificazione dei locali comunali, ad esempio), dalla Regione (97.000 euro sempre per i buoni spesa) e dalle organizzazioni umanitarie come, ad esempio, la Caritas e il Comitato “Io sto con il Lastaria”.
Ma, cosa ha dato, di concreto e tangibile, l’Amministrazione Comunale?
Il taglio delle indennità del Sindaco? degli Assessori? del Presidente del Consiglio?
Hanno forse seguito l’esempio di altri Comuni?

Niente di tutto questo. Sta di fatto che la decisione del Sindaco di chiudere tutto alle 18:00 prima, e poi alle 18.30 ha causato enormi danni alle attività che avrebbero potuto fare la vendita con consegna a domicilio: pizzerie, rosticcerie, paninoteche, pasticcerie, ecc., come previsto dal Dpcm e con i parametri di sicurezza richiesti. Pertanto, riteniamo che sia dovere del Comune ricambiare questi concittadini agevolandoli ed aiutandoli a ripartire, anche se scontiamo il dramma del Dissesto intervenuto dopo 5 anni di restrizioni e sacrifici, alla fine rivelatisi infruttuosi.  Perciò, invitiamo l’Amministrazione Comunale ad adoperarsi per ridurre il più possibile, in primo luogo la TARI e la TOSAP, la tariffa per l’occupazione del suolo pubblico, per tutto il 2020, in modo da agevolare la ripartenza degli esercizi artigianali e commerciali, che più di altri hanno sofferto la forzata chiusura, pensiamo, ad esempio agli alberghieri, alla ristorazione, agli ambulanti, ai bar.  Quando, questi esercizi ripartiranno, lo faranno nel rispetto delle misure contro il contagio, e quindi il loro fatturato sarà ridotto almeno di un 50%, col rischio che molti di loro resteranno chiusi.
A meno che il DISSESTO del Comune non sia un ostacolo ad ogni forma di agevolazione, con la conseguenza di rendere impossibile a Lucera, quel che si sta facendo altrove.

(Comunicato stampa)

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