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UN SINDACATO AUTONOMO CHIEDE LA CHIUSURA DEL CARCERE DI SAN SEVERO, DURA REPLICA DELLA CGIL

Riceviamo dal Coordinatore Regionale CGIL-FP Polizia Penitenziaria Gennaro Ricci  e pubblichiamo

FOGGIA- Basiti, abbiamo letto e riletto una nota di una Organizzazione Sindacale Autonoma, con la quale chiede al proprio segretario Nazionale, di intercedere presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per la Chiusura della Casa Circondariale di San Severo. Increduli, abbiamo dovuto leggere più volte la nota, ma alla fine era proprio così, una organizzazione sindacale chiede la chiusura di un posto di lavoro con una perdita immane per la città, la provincia e ancor più la nostra regione. Sgomenti commentavamo, come può una Organizzazione sindacale di Lavoratori, che dovrebbe avere la sua essenza nella tutela del posto di lavoro, chiedere la chiusura del un posto di lavoro. In sostanza, e per fare un paragone attuale, come se le organizzazioni sindacali di Taranto chiedessero al Sig. Mittal la chiusura dell’Uva ed il licenziamento dei lavoratori o il loro trasferimento negli stabilimenti Indiani o Francesi! Ma vi sembra possibile! Ma che organizzazione sindacale di lavoratori è mai questa? La pseudo giustificazione di questi coloni è che con la chiusura di San Severo, il personale potesse essere dirottato a Foggia, illudendo anche quei lavoratori. Un interrogativo nasce spontaneo, ma domani che si fa si chiede la chiusura di Foggia, per mandare i lavoratori a Lecce e così via?

Evidentemente la scarsa conoscenza delle dinamiche di organici, non è patrimonio di questa Organizzazione Sindacale, tanto che sconosce che l’organico di un istituto non aumenta in base alla chiusura di un altro, ma aumenta attraverso l’incremento delle piante organiche e dell’organico complessivo del Corpo, tanto che la quasi totalità degli istituti Pugliesi in questo momento, ivi compreso Foggia, hanno le piante organiche piene e se non si opera per il loro rifacimento non si avranno incrementi chiusure e non. Come CGIL ben conosciamo queste dinamiche tanto è che da sempre sosteniamo la necessità di rivedere la dotazione dell’intero Provveditorato che nell’ultimo intervento ha subito una riduzione oltre il 22, del suo organico di Polizia Penitenziaria. Fortunatamente nei prossimi giorni si conclude il lavoro di revisione degli organici di tutti gli istituti e le indiscrezioni confermano le nostre rivendicazioni e richieste, ovvero, che il Provveditorato Puglia e Basilicata è stato ingiustamente penalizzato rispetto agli altri provveditorati con un conseguente aumento di organico da distribuire su tutti gli istituti, tanto che i futuri incrementi dovrebbero essere non inferiori alle 500 unità complessive, con conseguente ampliamento delle piante organiche attuali di tutti gli Istituti del distretto, portando un vero sollievo ala situazione di insufficienza di organico di tutti gli istituti.

(Comunicato stampa)

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