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DIOCESI LUCERA-TROIA: DON DANILO ZOILA A NAPOLI, LETTERA DI SALUTO ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI CASALNUOVO

ParrocchialeRiceviamo la lettera di Don Danilo alla Comunità Parrocchiale dei Santi Pietro e Nicolò in Casalnuovo M.ro e pubblichiamo

CASALNUOVO MONTEROTARO – Carissimi,  nell’ agosto 2017, pochi mesi dopo la sua venuta in mezzo a noi, il nuovo Vescovo, Mons. Giuseppe Giuliano, mi chiese di intraprendere un ciclo di studi di specializzazione in Sacra Teologia. Valutai la proposta ma domandai al Vescovo di soprassedere; si trattava infatti di un tempo di presenza in Diocesi ancora ridotto e ritenni che fosse necessario un periodo più prolungato perché noi, Clero e Popolo, potessimo conoscerlo meglio e lui, Pastore e Padre, potesse comprendere più adeguatamente le esigenze della porzione di gregge del Signore che gli era stata affidata. Dopo un anno esatto, nell’agosto 2018, il Vescovo tornò a rinnovarmi la sua proposta. La rifiutai subito perché avevo intrapreso – come tutti Voi sapete – i lavori di ristrutturazione della Casa Canonica, esperienza per la quale mi ero battuto e che volevo portare a termine. Non mi sembrava, inoltre, responsabile sia nei confronti della Comunità Parrocchiale, sia nei confronti di un nuovo parroco lasciare la Parrocchia in una fase delicata come quella della ristrutturazione radicale di un immobile. Nel febbraio scorso, il Vicario Generale, don Donato D’Amico mi chiese – a nome del Vescovo – di  ripensare alla proposta fattami. L’invito mi fu rinnovato anche nel mese di aprile e qualche giorno fa dallo stesso Vescovo. Dopo un attento discernimento e molta preghiera ho deciso di accettare. Pertanto il 1 ottobre prossimo inizierò presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Luigi di Posillipo, a Napoli – retta dai Padri Gesuiti – un ciclo di studi di specializzazione in Teologia Fondamentale, seguendo un indirizzo specifico e nuovo, vale a dire quello della Teologia dell’esperienza religiosa nel contesto del Mediterraneo, che scopre il Mediterraneo non solo come crocevia di culture ma come vero e proprio luogo teologico.

È un indirizzo nuovo del sapere teologico, esistente da soli due anni, e per ora presente solo a Napoli. Non si tratta – come qualcuno maliziosamente potrebbe pensare – di un mio scatto carrieristico. Quando ho consegnato la mia vita al Signore nel Ministero Ordinato mi è stato chiaro fin da subito che l’unica carriera possibile nella Chiesa è il martirio, cioè la consumazione della propria vita per amore di Gesù e della Chiesa, inchiodato nella testimonianza, senza scorciatoie e senza anfratti protettivi. Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita la perderà ma chi perderà la propria vita per causa mia la salverà. (Lc 9, 23-24) Queste parole mi furono consegnate il 19 giugno 2010 nella pagina evangelica della Messa della mia Ordinazione Sacerdotale, parole inequivocabili sul senso della sequela di Cristo. Nessuna carriera umana! Nessun avanzamento di grado! Non sono né un miliare, né un politico! E proprio per evitare ogni lettura distorta, per allontanarmi sempre più dall’idea di  diventare un prete borghese, con i gemelli ai polsi e le scarpe lucide ai piedi, d’intesa col Vescovo, ho deciso di continuare il ministero parrocchiale presso la Parrocchia di Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa a Napoli, nel popoloso, popolare e non facile rione di Traiano, per non privarmi della grazia dell’avventura pastorale alla quale, sin dall’indomani della mia ordinazione diaconale, dieci anni fa, sono stato chiamato.  Il mio ministero di Parroco in mezzo a Voi, dopo cinque anni esatti, termina ma non si chiude l’affetto che ho nutrito sin dal primo giorno per tutti Voi. Noi pastori passiamo, Cristo resta! E di noi resta ciò che di Cristo abbiamo dato.

E io posso dire, con umiltà e con verità, che Vi ho dato sempre Cristo. Vi ho dato Cristo cercando di farVi innamorare della Sua Parola di salvezza, spezzata sempre con semplicità ma mai con banalità, Vi ho dato Cristo nei Sacramenti, specialmente nell’Eucaristia che Vi ho chiesto di vivere con una reale predisposizione conveniente, Vi ho dato Cristo nella catechesi e nella formazione, Vi ho dato Cristo nell’esortarVi sempre a vivere una comunione autentica, mai apparente, sincera, profonda e non basata sul perbenismo di facciata. Vi ho dato Cristo quando Vi ho continuamente invitati al perdono reale, non al quieto vivere o all’indifferenza, altrimenti non saremo mai autentici testimoni del Risorto. Vi ho dato Cristo nei momenti di vivacità, nei pellegrinaggi e nella gite, nella conduzione dell’aspetto economico-amministrativo significativamente trasparente che ha portato la Parrocchia a non avere mai un debito e a poter procedere in diversi lavori di recupero e ristrutturazione di cui tutti Voi siete testimoni. Vi ho dato Cristo nella Liturgia, nelle manifestazioni e nelle iniziative con i ragazzi e i giovani, Vi ho dato Cristo nella convivialità fraterna dei pranzi, delle cene, negli incontri informali e in quelli istituzionali. Ho dato Cristo agli ammalati e ai sofferenti che sempre ho visitato e dai quali mi sono sentito sostenuto. Non posso sottacere poi la Grazia che il Signore mi ha dato, e di cui ho sempre parlato, nel donare a tanti ammalati – nell’atto di amministrare il Sacramento della Santa Unzione – l’indulgenza plenaria in articulo mortis che ha donato la certezza morale del Paradiso. Vi ho dato Cristo perché Cristo si è dato  a me. Lui, il tesoro, nel vaso di creta della mia esistenza perché fosse manifesto che la sublimità dell’Amore che Vi ho annunciato viene da Lui e non da me. (cfr 2 Cor 4, 7).

Il Vescovo Giuseppe affiderà la “nostra” Comunità di Casalnuovo a Padre Vito Fiorentino, della vicina Comunità dei Frati Minori di Castelnuovo della Daunia, che come Amministratore Parrocchiale proseguirà il cammino pastorale. Accoglietelo con animo docile e disponibile, siategli obbedienti e perdonategli tutto. Abbraccio con grato affetto tutti e ciascuno. Rivolgo un’espressione di cordiale gratitudine al Sig. Sindaco per la premura avuta da sempre nei riguardi della mia persona e dell’intera Comunità Parrocchiale. Volentieri estendo il mio grato saluto alle Amministrazioni Comunali, ai Comandanti della Stazione dei Carabinieri e ai Dirigenti Scolastici che si sono succeduti in questi ultimi cinque anni. Esprimo altresì il mio grazie alla Polizia Municipale e a tutte le Associazioni presenti in paese, compresi i Comitati delle Feste Religiose. Un grazie immenso alla Signora Maria Maselli e ai suoi figli Michele, Donato e Peppino che, con le loro famiglie, hanno concesso gratuitamente la casa di loro proprietà in via Balilla per la residenza del Parroco da marzo 2016 a marzo 2019 Ho pregato il Signore perché desse a me e ai suoi cari la gioia di riabbracciare Mario, disperso dal 18 novembre 2016. Questa gioia non è mai arrivata. Continuo a pregare per lui e per i suoi genitori, ai quali ho cercato di stare vicino, affinché il Dio di ogni misericordia ci aiuti a dare il giusto significato a questa triste vicenda. Per tutti Voi la mia preghiera. A tutti Voi il mio incondizionato grazie. Insieme ci affidiamo alla potente intercessione della Vergine Maria, la Madonna della Rocca. Lei, Madre premurosa, distruggerà i nostri turbamenti e le nostre paure, purificherà i nostri orgogli, traccerà il cammino che dobbiamo percorrere perché il senso della nostra vita sia sempre e solo Gesù Cristo.

 Con affetto, Vi benedico.

(Comunicato stampa)

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