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L’ACQUA DI LUCERA E’ A RISCHIO? INTERROGAZIONE DELL’ON.LE MARCELLO GEMMATO FRATELLI D’ITALIA

Riceviamo dal Coordinamento di Lucera – Fratelli D’Italia e pubblichiamo

61887537_2368039546549848_9216126298177404928_nLUCERA - L’on.le Marcello Gemmato, deputato e segretario della commissione Sanità, in data 28 maggio 2019 ha redatto e pubblicato la seguente interrogazione parlamentare: Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:nel territorio di Lucera (Foggia) opera da circa dieci anni la società ex Bio Ecoagrim s.r.l., ora Maia Rigenera, esercente attività di compostaggio; secondo fonti di stampa, pare che la società, nel 2011, si sia resa protagonista di smaltimento illecito di rifiuti nonché di creazione di una discarica abusiva in un’area immediatamente adiacente all’impianto di compostaggio (di proprietà della stessa ditta) causando anche danni alle condotte dell’acqua sottostanti; in quel periodo l’impianto della società fu sottoposto a sequestro dall’autorità giudiziaria per ipotesi di reato di tipo ambientale, così come affermato dal comandante del Nucleo operativo ecologico gli organi di stampa; in particolare, secondo fonti di stampa, «… nella discarica i rifiuti si ammassavano andando a creare anche danni alle tubature dell’impianto idrico dell’AQP s.p.a. che rifornisce la città di Lucera che si trova proprio sotto la discarica stessa…»;a dimostrazione della pericolosità e della capacità di inquinamento dei rifiuti stoccati in questa zona, sembra rilevante evidenziare che, secondo quanto si evince dalla sentenza della Corte di Cassazione, n. 35792 – Anno 2017, il tribunale del riesame di Foggia confermò il decreto di sequestro preventivo emesso il 19 settembre 2016 dal giudice per le indagini preliminari relativo ad altro stock di rifiuti ovvero di ammendanti prodotti dalla ex Bio Ecoagrim compostati con valori superiori al consentito (quanto a plastica, vetro e cromo esavalente); alcuni recenti rilievi dell’Arpa evidenziano che, attualmente, nell’area di proprietà dell’azienda sussisterebbe da anni lo stoccaggio di materiale organico che potrebbe determinare infiltrazioni di percolato nel sottosuolo, inquinando le falde acquifere; infatti, da quanto si evince dalla relazione elaborata dalla ex Bio Ecoagrim a marzo 2019 in riscontro ad una diffida della provincia di Foggia, pare che l’Arpa abbia così affermato:

«Atteso che nel corso degli anni è stata effettuata una ingente attività di deposito di materiale organico all’esterno e che potrebbe aver contaminato le acque di falda per infiltrazioni del percolato attraverso gli strati superficiali di terreno (…) si ritiene opportuno che l’Autorità competente prescriva … specifici controlli per le acque sotterranee…»; dai fatti citati in premessa, dunque, sembrerebbe che, dal 2011 ad oggi, l’attività di stoccaggio di rifiuti e di materiale organico in queste aree, abbia determinato in un primo momento danni alle condotte dell’acqua con la conseguente e diffusa preoccupazione per la cittadinanza, e attualmente, così come affermato dall’Arpa potrebbe determinare un pericolo per l’ambiente, per le falde acquifere sottostanti e dunque per la consente probabilità di inquinamento delle acque che giungono nelle case dei cittadini; a seguito dei predetti rilievi dell’Arpa e a conferma del pericoloso stoccaggio del citato materiale organico, la provincia di Foggia, così come si evince da determinazione dirigenziale n. 388 del 5 marzo 2019, ha accertato che «nel corso degli anni è stata effettuata una ingente attività di deposito di materiale organico all’esterno la quale potrebbe aver contaminato le acque di falda per infiltrazioni del percolato attraverso gli strati superficiali di terreno» e che «nel corso dei sopralluoghi sono stati riscontrati fenomeni di abbandono di rifiuti sul terreno confinante al sito produttivo la cui proprietà risulta attribuibile alla stessa società MAIA Rigenera s.r.l.» (ex Bioecoagrim s.r.l); se i fatti esposti in premessa corrispondono al vero e, in caso affermativo, se intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, anche per il tramite del Comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente, per verificare lo stato delle acque sotterranee, al fine di accertare se sussista la necessità di rimozione del materiale organico stoccato che potrebbe determinare ulteriore contaminazione delle acque di falda per il tramite del percolato, nonché il pericolo di danneggiamento della stessa condotta di approvvigionamento idrico della città di Lucera, come già accaduto in passato. (5-02167) ».

Fratelli d’Italia di Lucera , nel ringraziare l’on.le Gemmato per la sua preziosa opera di sensibilizzazione, esprime serie preoccupazioni suscitate dal contenuto dell’interrogazione ed auspica che tutte le autorità competenti (ASL, Arma dei Carabinieri Nucleo di Tutela Ambientale, Sindaco di Lucera, Regione Puglia, AQP) forniscano al più presto i chiarimenti richiesti.

(Comunicato stampa)

 

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