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MUSEO DIOCESANO DI LUCERA LE GUIDE SONO ANDATE VIA SONO RIMASTI SOLO I PORTINAI

diocesanoLUCERA – Proprio così. L’associazione culturale “Terzo Millennio”, nata insieme al Museo Diocesano, non c’è più. I soci, recentemente, sono stati prima “congelati”, poi “decaduti”, infine l’intera associazione,  sezione di Lucera, è stata commissariata. Le varie decisioni sono state portate a conoscenza dei soci tramite e-mail, senza dare possibilità di replica. Tutti brutti e cattivi, sia soci di nuova acquisizione sia veterani, che hanno svolto il loro servizio al museo per circa 20 anni. Non ci vogliamo impelagare nelle beghe interne sulla gestione dell’associazione. Con questo comunicato vogliamo solo congedarci dai visitatori del museo e, in particolare, da quelli più coinvolti nella cultura e attenti a tutti gli eventi e alle numerose mostre che il  museo stesso ha ospitato. Circa quaranta. Dette mostre venivano allestite dal Terzo Millennio dopo un attento studio degli argomenti, per ben rappresentare il tema che esse intendevano sviluppare.

Pensiamo alle mostre sugli argenti del Capitolo Cattedrale e della Diocesi, sulle cinquecentine e le seicentine, patrimonio della Biblioteca Diocesana, senza dimenticare “Gli ori della Regina”, le immagini e le vesti delle Madonne, i paramenti sacri con i loro preziosi ricami. Altre mostre raccontavano la vita nel convento di Santa Caterina e del Padre  Maestro. Da ultime, ma non per ultime, le mostre archeologiche messe a punto in collaborazione anche con l’Università di Foggia. All’inaugurazione di ogni mostra, in genere, seguiva la notte bianca, fino alla mezzanotte  ed oltre. Ogni volta abbiamo accolto e accompagnato, con dedizione e competenza, i visitatori, a gruppi e singolarmente, ricevendo sempre il plauso di coloro che hanno fruito di quel prezioso e qualificato servizio, offerto a titolo assolutamente gratuito. Era un regalo che facevamo alla diocesi e alla città di Lucera. Abbiamo accolto altresì 

numerose scolaresche. Il nostro servizio è stato ottimizzato mediante corsi di formazione ad hoc, tenuti da docenti universitari e altri studiosi in storia dell’arte, offerti dalla diocesi. E che dire dell’attenzione nella sorveglianza quando c’era molta gente, in occasione di convegni e durante le visite guidate. Le varie attività museali sono state svolte con un entusiasmo tale da indurre alcuni di noi ad intraprendere percorsi di studi universitari in materie storico-artistiche e archeologiche, e a cercare sbocchi lavorativi in tali ambiti.

Altri soci e amici, già formati in queste discipline, si sono avvicinati a questa realtà museale. Il clima culturale che si era instaurato negli anni ha permesso importanti collaborazioni con alcune università, favorendo attività di tirocinio da parte di studenti laureandi che affiancavano i soci. Questa lunga parentesi si è chiusa per una decisione, a nostro avviso, cervellotica. Il museo c’è ed auspichiamo che continui ad esserci, anche grazie al nostro apporto. Noi, però, non ci stiamo più! Ringraziamo i tanti visitatori che ci hanno arricchito di nuove conoscenze e proficui scambi culturali. Che dire? È stata per noi un’esperienza magnifica che ci ha dato tanto e ci ha permesso di trasmettere l’emozione della vera cultura.

(Comunicato stampa)

 

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