Foto 167

COMUNICATO STAMPA DEL DOTT.CIRO TIBELLO VICE PRESIDENTE DEL COMITATO SANTA MARIA DELLE GRAZIE

tibelloRiceviamo  dal  Dott. Ciro Tibello “Vice Presidente del Comitato Santa Maria delle Grazie – 167” e pubblichiamo

LUCERA – Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Assessori, Signori Consiglieri, sono il Dott. Ciro Tibello ed intervengo per il Comitato Santa Maria delle Grazie – 167, in qualità di Vice Presidente. Tratterò esclusivamente il periodo dal 2011 all’attualità, perché ritengo che la cronistoria del Contratto di Quartiere II è conosciuta da tutti: depositerò, invece, copia integrale dell’intervento preparato completo della richiamata giurisprudenza a sostegno delle tesi sostenute. In data 16/11/2011 si è costituito il Comitato Santa Maria delle Grazie – 167 iniziando ad esaminare la complessa problematica della zona; Con nota del Comitato del 29/02/2012 trasmessa: al Presidente della Giunta Regionale, Assessore Regionale del Territorio, dott.ssa Angela Barbanente, al Sindaco del Comune di Lucera ed al Procuratore Generale presso la Corte dei Conti di Bari “il Comitato di Quartiere Santa Maria delle Grazie – Zona 178, in merito al programma edilizio denominato “Contratto di Quartiere II – Pezza del Lago – 167” chiedeva ai destinatari “chiarimenti circa la paventata ritipizzazione del terreno, già destinati alla realizzazione di una Casa di Riposo o Centro Disabili (Tipologia C3) da destinare, invece, alla realizzazione di Lotti di Edilizia Residenziale Convenzionata”; NESSUNA RISPOSTA.

  • Deliberazione Consiglio Comunale n. 18 del 16/03/2012:
  •  Consigliere Aurelio RUGGIERO:

Mi sarei anche preoccupato di vedere come modificare quell’ ecomostro che verrebbe in quella che voi definite Piazza, ma che a me sembra solo un grande cortile. Quell’ecomostro che vede quelle due strutture imponenti, dove, praticamente, si sta facendo una cementificazione della 167 e si corre il rischio, tra un palazzo e l’altro che si vanno a dare anche la mano i vari inquilini. Mi sarei preoccupato, quindi, di renderlo più accessibile sotto l’aspetto urbanistico più visibile quell’ ecomostro, invece lo si lascia così come è.

Consigliere Antonio TUTOLO”

È superfluo descrivere quello che il Consigliere Ruggiero ha definito un “ecomostro”. Onestamente, qualcosa di più orribile in quella zona non poteva essere pensata. Ritengo, che la scelta di costruire quelle torri, devastando un viale, con enormi costi anche per servizi e sotto servizi che verranno sventrati “È un mio personale pensiero” 

Arch. Antonio LUCERA, in concreto:

Poi c’è il discorso dell’ecomostro. Non so perché si parla di “ecomostro”, perché, in effetti, la onsistenza di queste palazzine che verranno lì, comunque sarà più contenuta di quelle che attualmente esistono nella 167. Saranno quattro piani fuori terra, ma soltanto i blocchi d’angolo. Saranno quattro piani. In mezzo, l’incrocio è stato fatto anche per interrompere quella che tutti lamentavano una fuga anche a livello di transito di auto; le velocità erano eccessive.” Per quanto riguarda l’eventuale variante a questa soluzione progettuale, penso che in questa fase non sia possibile, perché penso che fare una variante a questa soluzione oggi, significa perdere molto tempo, rischiare il finanziamento pubblico di circa cinquemilioni di euro.

 Deliberazione Consiglio Comunale n. 19 del 17/03/2012:

Consigliere Renato V. Gentile “se c’è la possibilità in qualche maniera (mi riferisco a te, arch. Lucera) di poter rivedere la situazione che riguarda la Piazza”;

L’arch. Antonio Lucera “Poi, la possibilità di rivedere la soluzione del rondò, questa è stata una soluzione progettuale che, purtroppo, è stata approvata nel 2004 ed è stata trasmessa ai vari organi competenti per la relativa approvazione, sia alla Regione, sia al Ministero delle Infrastrutture. Quindi, rivedere quella soluzione, comunque, da sottoporre all’approvazione, come variante, sia al Ministero, sia alla Regione, significherebbe ritardare l’attuazione non solo di parte del finanziamento pubblico dei 3.500.000 euro dell’edilizia sovvenzionata, ma anche di altre 2 palazzine, quindi altri 2 lotti di edilizia residenziale convenzionata, per un arco temporale indefinito. Perché non sappiamo, se dal 2004 al 2012 abbiamo impiegato 8 anni per arrivare a questa soluzione, chissà una variante a questa soluzione urbanistica, che tempi potrebbe comportare. Quindi, qui non vi posso essere utile più di tanto. Certo, tutto si può fare. Potremmo anche chiederlo, sia alla Regione, sia al Ministero, però, dobbiamo accertare che, parte del finanziamento pubblico e almeno 2 soggetti attuatori privati non si possono realizzare e, comunque, non potremmo dare la possibilità di realizzare in un futuro prossimo” perché ?;

Con nota del 19/04/2012 i Signori: Rag. Bevere Pasquale, Presidente del Comitato Cittadino San Maria delle Grazie di Lucera, Sig. Antonio Tutolo, capo gruppo in C.C. della Lista Tutolo, Dott. Fabrizio Abate, segretario cittadino del PD di Lucera, Prof. Aurelio Ruggiero, consigliere comunale per la Lista SDI, Avv. Francesco Di Battista, consigliere comunale per FLI, Avv. Vincenzo Leccese, coordinatore cittadino dell’I.D.V., Sig. Michele Lunetta, coordinatore cittadino S.E.L. ed il Sig. Carmine Bilancia, coordinatore cittadino dell’U.D.C. “ritenendo di poter dare un contributo al miglioramento del programma edilizio denominato Contratto di Quartiere II – 167 – Pezza de Lago di Lucera e ritenendo poco funzionale la Piazza, così come progettata nell’ambito del precitato Contratto di Quartiere II, proponevano la delocalizzazione dei 4 Lotti delimitanti la Piazza destinati a residenze, spostandoli in aree all’interno del PEEP già acquisite dal Comune di Lucera, lasciando nel sito di progetto solo la Piazza con gli annessi edifici aventi carattere sociale e pubblico”                                                 chiedevano: all’assessore Regionale dott.ssa Angela Barbanente un parere in merito alla proposta sopra trattata, all’amministrazione comunale di Lucera, di avviare un confronto di merito al fine di pervenire ad una soluzione progettuale più funzionale e condivisa con gli abitanti del Quartiere PEEP, In base alla sopra riportata nota:

  • Deliberazione Consiglio Comunale n. 35 del 30/05/2012:

a)      Considerata la proposta redatta ad opera del Comitato cittadino “Santa Maria delle Grazie – Zona 167” e già sottoscritta e condivisa da diverse forze politiche e sociali della Città e avente ad oggetto l’ipotesi di delocalizzazione di 4 lotti ricadenti all’interno del Contratto di Quartiere II;

b)      Preso atto della votazione favorevole ed unanime dei consiglieri presenti;

c)       Delibera di “conferire, come conferisce, atto di indirizzo agli Organi Esecutivi affinché attivino gli uffici preposti per verificare la possibilità di procedere alla delocalizzazione di lotti all’interno dell’area del Contratto di Quartiere II”;

 Il giorno successivo, 31 maggio 2012: il Sindaco di Lucera Pasquale Dotoli, il dirigente l’Ufficio Urbanistico arch. Antonio Lucera, il presidente della Commissione Urbanistica Michele Barisciani e il Rag. Pasquale Bevere, nella qualità; si recavano a Bari per incontrare: l’ing. Brizzi, responsabile dei Contratti di Quartiere, l’assessore Regionale dott.ssa Angela Barbanente e l’ing. Nicola Giordano in rappresentanza della struttura tecnica regionale; In quella occasione si prendeva atto della totale disponibilità dell’Organo Regionale ad apportare tale modifica invitando il Comune di Lucera a manifestare la propria volontà con una proposta. L’argomento venne, successivamente, trattato nella Commissione Urbanistica del 12/06/2012 alla quale parteciparono anche: l’arch. Antonio Lucera, l’ing. Antonio Perrotta, il Rag. Pasquale Bevere, la società Di Carlo nelle persone di Antonio e Giovanni, l’ing. Saverio Sasso, il Sindaco del Comune di Lucera dott. Pasquale Dotoli, l’avv. Francesco Di Battista e il geom. Antonio Tutolo. E’ seguito un lungo silenzio sull’argomento interrotto solo a seguito di sollecitazione verbale del Rag. Pasquale Bevere avvenuta nel mese di maggio 2013. Il Sindaco del Comune di Lucera si rendeva disponibile a recarsi a Roma per incontrare l’arch. Mele, figura dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture, con il quale discutere della problematica.

Anche il funzionario ministeriale consultato, avuta conoscenza della Piazza progettata e ritenendola assolutamente inadatta, riteneva possibile ed opportuna la proposta di variazione e, proprio per attuarla, proponeva ai presenti la redazione di un elaborato planimetrico che rappresentasse in maniera chiara la nuova localizzazione proposta.  L’elaborato planimetrico richiesto fu prontamente redatto dall’ing. Antonio Perrotta che, unitamente al Rag. Pasquale Bevere, la presentava al Sindaco del Comune di Lucera Dott. Pasquale Dotoli ed al consigliere comunale arch. Antonio Marino. Tutti condividevano la proposta fatta ed invitavano l’ing. Antonio Perrotta a trasmetterla a mezzo posta elettronica anche all’arch. Mele: la trasmissione avvenne regolarmente in data 12/06/2013.

n.b. considerazione: già con precedente deliberazione di Consiglio Comunale n. 186 del 09/08/2011 vennero traslati i lotti C1, C2, C3 e D previsti dal Contratto di Quartiere II; non si comprende perché non è possibile la traslazione (ridefinita delocalizzazione) della piazza?; anche l’attuale maggioranza, all’epoca all’opposizione, era perplessa sulla questione piazza;

   Delibera di Consiglio Comunale n. 44 del 30/03/2015: P.U.G. del Comune di Lucera. Esame osservazioni proposte e determinazioni in ordine ad esse ai sensi dei commi 5 e 6 dell’art. 11 L.R. n. 20/2001.

-          In particolare per l’ambito Lucera 2, si invita l’estensore del piano:

a)      a prevedere una norma che sia risolutiva dei contenziosi in essere;

b)      recepisca quanto evidenziato dalla Regione Puglia nell’ambito della propria nota prot. n. 7710 del 14/06/2011;

c)       osservi quanto imposto dal Consiglio di Stato con le Sentenze n. 8042/2006 e 8043/2006;

d)      preveda equo trattamento, in termini di ristoro volumetrico ai proprietari di quelle aree che si trovano nella stessa situazione giuridica”;

-          considerazioni: il Consiglio Comunale avrebbe dovuto ricordare il deliberato del precedente C.C. n. 35/2012 in merito alla delocalizzazione dei 4 lotti e della piazza?;

  • si giunge al P.U.G.;

-          Pagina 49, punto 19: la previsione nell’ambito del redigendo PUG, di una norma sulla delocalizzazione dei volumi collegati alle attività di cave dismesse trova soluzione nel testo dell’art. 24.8 – CRM.ae – Contesti multifunzionali attività estrattive; perché non risulta menzionato il deliberato del C.C. n. 35/2012 sul mandato agli organi esecutivi di verificare la delocalizzazione deliberata all’unanimità?

-          Pagina 70: richiamata la nota prot. n. 17777 del 22/04/2014 a firma del dirigente del V Settore, con la quale, a seguito della emissione da parte del C.d.S. della Sentenza n. 2001 del 2014 concernente l’annullamento della “Variante di Lucera 2” notificata a tutti i componenti dell’amministrazione comunale (consiglieri, assessori, sindaco, presidente del consiglio e segretario generale) evidenziava quanto segue:

. allo stato l’adozione del PUG e, quindi, la sua definitiva approvazione, costituisce adempimento urgente ed improrogabile nonché rappresenta la soluzione più efficace e celere per adempiere, sia alle già citate sentenze del C.d.S. per i casi delle ditte Olivieri Costruzioni s.r.l. ed Immobiliare AEDES s.r.l. che per ottemperare alle diffide regionali di ritipizzazione di tutte le aree a standard a vincolo caducato di PRG;

. si ribadisce con forza alle SSLL in qualità di amministratori della città di Lucera che, ottemperare alle precitate sentenze del C.d.S. ed alle diffide regionali, protese alla ritipizzazione delle aree a vincolo caducato, è un obbligo non più procrastinabile se non producendo ulteriori danni alla città e con assunzione di rilevanti responsabilità a vati livelli;

  • Delibera di Consiglio Comunale n. 52 del 14/04/2015:

-          Arch. Antonio Lucera: “la solita tiritera” diciamo che sono state fatte delle premesse e, quindi, giustamente citate da due delibere di Consiglio Comunale la 23 e la 24 del 2004, due delibere che hanno riguardato questo programma complesso definito contratto di quartiere secondo, complesso perché? Perché c’è un finanziamento pubblico di Euro 5.000.000,00, ci sono interventi privati e ci sono opere pubbliche da realizzare con finanziamento privato; l’approvazione dei progetti definitivi di queste opere pubbliche effettuate nel 2006 con 2 delibere di giunta la 66 e la 67 che definivano compiutamente le opere pubbliche da realizzarsi con finanziamento pubblico e poi c’erano delle determinazioni dirigenziali con le quali sono stati approvati i progetti esecutivi e parliamo del periodo anche del Commissario Prefettizio di Bari 2008, la n. 131 e la n. 132, quindi, prima di arrivare a questa delibera di atto di indirizzo del 2013, ci sono tutti questi passaggi;

  • Il giorno 28 marzo u.s. presso gli uffici della Provincia di Foggia si è tenuta la gara per l’aggiudicazione dei “LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DI n. 26 alloggi per utenze differenziate -  SERVIZI di supporto e piazzetta interna nell’ambito del contratto di quartiere. La ditta che si è aggiudicata i lavori è la “IMPRESA EDIL COSTRUZIONI s.r.l. di Stornarella” e, da quanto si evince dalla nota a firma del dirigente della Provincia arch. Bux, il termine dilatorio per la stipulazione del contratto è di 35 giorni dalla data di comunicazione dell’intervenuta aggiudicazione definitiva alle imprese concorrenti;
  • Il 19 maggio u.s. si è tenuta l’assemblea nella quale sono intervenuti anche i politici presenti (Sindaco Tutolo, Ing. Di Croce, Consiglieri Fabio Valerio, Bizzarri e Simona Dell’Osso): Tutolo, Fabio Valerio e Bizzarri hanno dichiarato la disponibilità ad interloquire con la Regione Puglia;

Proposta in Regione: 14 giugno u.s. con l’assessore Ing. Di Croce, il Consigliere di opposizione Fabio Valerio ed il sottoscritto in rappresentanza del Comitato:

1)      delocalizzazione nella zona dietro i lotti Vecchiarino e prospicienti su Viale Europa all’interno del perimetro del Contratto di Quartiere II ;

2)      La nuova piazza sarà di mq. 4.000 e non ci sono variazioni di costi perché l’ing. Brizzi della Regione ha fissato questi paletti:

a)      consenso dell’impresa aggiudicatrice;

b)      a carico del soggetto attuatore: piantumazione di essenze arboree per la creazione di aiuola contornata da panchine;

c)       il costo dei lavori deve essere contenuta in quella preventivata: Euro 3.000.000,00 per gli alloggi + Euro 553.280,00 per la piazza per un totale di Euro 3.553.280,00 “ci siamo per la differenza di costo per la presenza delle condotte all’incrocio di Viale Michelangelo con Viale Canova; la zona in cui viene spostata é pianeggiante e priva di condotte interrate;

3)      il Comune deve approvare in Consiglio Comunale la proposta “l’ng. Di Croce si é impegnato in tal senso”;

4)      l’ing. Sgobba deve predisporre la nuova progettazione consistente nello spostamento ubicazionale degli elaborati progettuali (nessuna modifica della volumetria e delle superfici degli alloggi) e variata per la piazza (aumenta la superficie da mq. 3.000 e mq. 4.000 circa) con la predisposizione di nuovo computo metrico estimativo “non ci sono difficoltà”;

5)      il tutto da inviare in Regione che, in video conferenza con il Ministero approverà anche perché vogliono chiudere la questione Contratto di Quartiere II.

Veniamo ad oggi:

  • Mi è stato riferito che l’arch. Antonio Lucera R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) si è pronunciato negativamente ritenendo trattarsi di “variante in presenza di una gara già svolta ed appaltata” e che “la peculiarità e specificità dell’appalto, su misura per quel tipo di lavoro, ha fatto sì che alcune imprese, nel partecipare, non hanno inteso per quella specificità” e che “ delocalizzando e venendo a mancare quella specificità e particolarità, bisognerebbe rifare la gara”: una chiarezza esemplare !
  • E’ parere del Comitato che:

1)      Il dirigente responsabile del contratto, riassume gli adempimenti e le scadenze che deve rispettare nella fase successiva all’aggiudicazione di una gara sulla base delle norme contenute nel D. Lgs. 163/2006 e, dopo l’aggiudicazione provvisoria, una volta conclusi i controlli sui requisiti di ordine generale e di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa di cui agli artt. 38 e 48 del Codice, emana il decreto di aggiudicazione definitiva (art. 11 comma 5 del Codice) con la pubblicazione sul sito del Comune degli elaborati tecnico predisposti dalla ditta “non siamo riusciti ad esaminare i detti elaborati”: ma è stato emanato il decreto di aggiudicazione definitiva?

2)      Richiamo soltanto la Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione III, che, con Sentenza n. 136/2018, ha così statuito:

-          La natura giuridica di atto provvisorio ad effetti instabili tipica dell’aggiudicazione provvisoria non consente di applicare nei suoi riguardi la disciplina dettata dagli articoli 21 quinquies e 21 nonies della legge n. 241 del 1990 in tema di revoca e annullamento d’ ufficio: la revoca dell’ aggiudicazione provvisoria (ovvero, la sua mancata conferma) non è, difatti, qualificabile alla stregua di un esercizio del potere di autotutela, sì da richiedere un raffronto tra l’ interesse pubblico e quello privato sacrificato, non essendo prospettabile alcun affidamento del destinatario, dal momento che l’aggiudicazione provvisoria non è l’atto conclusivo del procedimento, sicché nei relativi casi nessun pregio ha la censura di carente esplicitazione delle ragioni di pubblico interesse sottese alla revoca.

3)      Vi è chi non veda la presenza dei presupposti per l’amministrazione comunale di chiedere un “Parere pro-veritate” ad un accademico esperto in appalti pubblici, io ho potuto rintracciare le illustrate pronunce giurisprudenziali soltanto per aver espletato per 33 anni (dal 1984 al 2017) il mandato di Giudice Tributario;

4)      Può ingenerarsi un nuovo contenzioso? non capisco perché non si sono mai preoccupati per gli infiniti contenziosi che hanno sempre visto soccombere il Comune di Lucera e per le quali soccombenze, nessuna Amministrazione ha ritenuto di poter nominare una Commissione d’Inchiesta per verificare la conformità dell’operato dei dirigenti  alle norme vigenti in materia ed ora, evidenziano lo spauracchio di un probabile contenzioso per evitare una incomprensibile trasformazione dell’incrocio tra Viale Michelangelo e Viale Canova in un ecomostro;

a)      L’arch. Antonio Lucera ha parlato di “variante in presenza di una gara già svolta ed appaltata”:

si è svolta la gara per l’aggiudicazione: però non conosciamo la sua trasformazione in aggiudicazione definitiva e nemmeno di sottoscrizione del contratto che precede l’appalto della esecuzione delle opere;

-          variante: di varianti si può parlare soltanto in caso di contrattidi appalto in corso di validità;Con il D. Lgs. n. 50 del 2016 è stato introdotto uno specifico articolo, il 106, denominato “Modifica dei contratti durante il periodo di efficacia”. Rispetto al previgente D. Lgs. n. 163 del 2006 (il precedente Codice dei contratti pubblici) spetta al RUP “aumentando i poteri dell’arch. Antonio Lucera” e non più al direttore dei lavori promuovere la variante;

  • Gli Organi Esecutivi ??????, invece di azionare quelle iniziative deliberate dall’intera cittadinanza (Consiglio Comunale) hanno completato l’iter per l’indizione della gara di appalto “a proposito, in tutto il mondo si demoliscono i muri, a Lucera, invece, li costruiamo:

a)      Il primo muro della vergogna: l’opera pubblica si riferisce al tratto di strada dal Km. 823+785 al Km. 332+674 meglio nota come tangenziale Foggia/Campobasso, sarebbe stato sufficiente arretrare di un paio di kilometri la tangenziale verso Foggia per costruirla in zona pianeggiante e non strozzare la naturale espansione di Lucera verso Foggia: mi riferisco al precedente dirigente dell’U.T.C. “la Città di Lucera ha sempre accolto tutti i professionisti, perché non hanno dimostrato gratitudine prestando maggiore attenzione nello esprime i pareri loro richiesti?”;

b)      Il secondo muro della vergogna: mi riferisco anche all’attuale dirigente dell’U.T.C. che, anch’esso è stato accolto dalla Città di Lucera “per costruire il rondò, oltre a distruggere il verde e le essenze arboree, hanno progettato un muro di oltre tre metri per vincere il dislivello tra Viale Michelangelo e Via Cellini: perché è stato espresso con disinvoltura il parere su quello che i consiglieri comunali Gentile e Ruggiero nell’anno 2012 hanno definito “ecomostro” e l’attuale sindaco, all’epoca consigliere di opposizione sempre nel C.C. n. 18/2012 così ha dichiarato “Onestamente, qualcosa di più orribile in quella zona non poteva essere pensata. Ritengo, che la scelta di costruire quelle torri, devastando un viale, con enormi costi anche per servizi e sotto servizi che verranno sventrati. È un mio personale pensiero”.

 Quindi, è speranza del Comitato e di tutti gli aderenti che i politici “tutti” si adoperino per un favorevole esito del Consiglio Comunale monotematico che “imponga” agli Organi Esecutivi di predisporre ed attivare tutte le iniziative in conformità dell’interesse pubblico. E’ chiaro che l’amministrazione comunale non deve limitarsi, analogamente all’amministrazione  Dotoli, a delibera un puro e semplice “atto di indirizzo” ma “imporre” di attivarsi concretamente e ciò per evitare il ripetersi del deliberato dell’anno 2012 C.C. n. 35 e di continuare la formalizzazione dell’aggiudicazione provvisoria. L’atto di indirizzo disegna una cornice che deve poi essere sviluppata da singoli provvedimenti gestionali dei dirigenti e, senza condizionare direttamente la gestione di una concreta vicenda amministrativa, impartiscono agli organi all’uopo competenti le direttive necessarie per orientare l’esercizio delle funzioni ad essi attribuite in vista del raggiungimento di obiettivi predefiniti.” La novità precettiva che l’art. 3, comma 1, lett. b), dell’art. 49 del TUEL comenovellato dal D.L. n. 174/2012 ed al comma 4 ha significativamente previsto un onere di motivazione specifica del provvedimento approvato in difformità dal parere contrario reso dai responsabili dei servizi “il responsabile della struttura tecnica ha fornito il proprio parere considerando la mancata attuazione del deliberato del C.C.?”. Il Comitato è a disposizione per fornire ogni e qualsiasi ulteriore chiarimento.

(Comunicato stampa)

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