IL PD CHE VOGLIAMO

IL PD CHE VOGLIAMO ALCUNE RIFLESSIONI SULL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DEL 7 LUGLIO

democratico-Riceviamo  Il PD che Vogliamo  I Coordinatori Rosalia Nappa – Carlo Luciano e pubblichiamo

LUCERA – Il Partito Democratico dopo quattro mesi ha cominciato l’analisi del voto e, nella fattispecie, della sconfitta sullo scorso quattro marzo. Finalmente, dopo centoventi giorni dalle elezioni, è stato scelto un nuovo segretario al quale va sin da ora il nostro in bocca al lupo per la delicatissima funzione che svolge, in un momento così difficile per la politica italiana e per il partito: resistere all’ondata dei populismi con l’intelligenza di una sinistra innovatrice, disposta ad evolversi rispetto al contesto storico che affronta ma senza perdere i cardini dei propri ideali: parità di genere, lavoro, lotta sociale, diritti, accoglienza. Il segretario Maurizio Martina avrà il compito di traghettare il P.D. fino al giorno del congresso, nominato quasi con paura e programmato in un futuro la cui celebrazione è stata talmente esorcizzata da avere come appuntamento un timido “prima delle Europee del 2019”.

Il congresso non è un tabù: è diventato una necessità seria dalla quale ripartire per riformare non solo le idee di un Partito Democratico che ha certamente registrato una sconfitta innegabile, ma soprattutto i meccanismi che regolano la vita all’interno del Partito stesso. Ci saremmo aspettati una scelta piena di CORAGGIO e di volontà di ripartire, pronti per un congresso che avesse come centro non solo le scelte di indirizzo politico esterne, ma anche interne: una discussione sul tesseramento, sulla selezione della classe dirigente, sulla questione morale e su altri punti come, ad esempio, anche noi abbiamo suggerito. Speravamo in un Partito che fosse deciso ad avviare, magari nel prossimo autunno, un processo di riforma interno aprendo un’importante pagina costituente piuttosto che rinviare le primarie, dando ai territori la possibilità di discutere di politica e di partecipare alla discussione su questo partito già da oggi.

 La scelta di far slittare così tanto un momento importante come il congresso, vissuto nella giusta maniera sacra e dunque non come una conta eseguita al solo scopo di decidere chi comanda ed a chi assegnare posti in lista alle prossime Europee, nel nostro piccolo non ci vede d’accordo. Attendevamo un momento di slancio, un momento di decisione e soprattutto che questo partito ricominciasse dal CORAGGIO di pensare alla buona politica, ad una buona proposta, prima di tutto. Ammettere di avere concluso un ciclo e decidere di riaprirlo di qui a diversi mesi di distanza pone il partito in una fase di stallo nonostante il dolore già espresso dai territori.  Saremo al servizio del Partito Democratico in ogni caso, nel tentativo di fare valere quanto più possibile le ragioni del P.D. che vogliamo.

(Comunicato stampa)

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