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IL PARTITO DEMOCRATICO CHE VOGLIAMO

rosalia nappaPIC_0060Riceviamo e pubblichiamodai due organizzatori: Rosalia Nappa e Carlo Luciano.

LUCERA Nella giornata dello scorso 11 maggio, un gruppo composto da circa una cinquantina di attivisti politici ed elettori della sinistra e del centrosinistra, stanchi della mancanza di un confronto importante ed oggettiva analisi del voto relativi alle elezioni politiche del 4 marzo, hanno dato luogo ad un incontro dal quale è nata la necessità di aggregarsi per dare voce al “P.D. che vogliamo”, il cui scopo è dare risalto a più che dieci punti programmatici. L’unanime volontà emersa è quella di fare sentire la voce di quanti vogliono dare voce ad una buona politica, cercando di risultare aggreganti non solo a livello locale, ma ad un livello più ampio per scalare il muro dell’indifferenza e fare riecheggiare la voce di chi vuole fare politica per il bene comune. Di seguito il documento che è sintesi dell’incontro tenutosi.

 Il Partito Democratico che vogliamo

Dopo oltre due mesi dalle elezioni del 4 marzo che ci hanno visti pesantemente sconfitti ci aspettavamo un sussulto, di orgoglio e di appartenenza, dei gruppi dirigenti a tutti i livelli (Nazionale, Regionale, Provinciale e locale), per avviare una discussione seria, non solo fra i gruppi dirigenti ed iscritti ma coinvolgendo prima di tutto i nostri elettori e tutti quei cittadini, già elettori o molto vicini al PD, che hanno preferito dare il loro voto ad altre formazioni politiche. La sconfitta del P.D. è chiara ed evidente, ripartiamo dal nostro 19% per individuare le cause e le vere motivazioni che sono alla base della nostra sconfitta elettorale. Tutto questo si può fare solo aprendo una vera, franca e serena discussione, senza farla diventare una resa dei conti o la ricerca di singole responsabilità, con un unico è solo obbiettivo costruire insieme, senza nessuna esclusione, nei territori un grande partito democratico al servizio dei cittadini. Sono proprio i territori ad uscirne più sconfitti e mortificati. Terre nelle quali gli attivisti ed i simpatizzanti si sono impegnati, e che adesso, ad oltre due mesi dal voto, si ritrovano soli, smarriti e molto preoccupati del futuro di questo nostro partito.

È forse arrivato il momento di aprire una stagione di confronti e dibattiti su ciò che deve essere, sul futuro del nostro partito più che su quello che è stato, perché se fare politica è lottare per la giustizia delle proprie idee e perché nessuno resti indietro, allora non possiamo non far sentire la voce della base del Partito Democratico che chiede, forte e decisa, un Partito dove il coraggio superi la paura: il coraggio del confronto, il coraggio dell’apertura, il coraggio di tracciare una linea fra sinistra e destra, il coraggio di discutere e di confrontarsi nella piena legittimità delle idee e delle ideologie e non più sugli slogan. Un Partito che abbandoni il concetto delle correnti e che smetta di discutere sui nomi, ma che finalmente abbia il coraggio di gridare a gran voce che bisogna ricominciare dal territorio, dalla base, e soprattutto dal confronto. Un Partito che abbia il coraggio di essere serio e coerente: in una frase di Piero Calamandrei, in breve: “Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie: la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare”. Un Partito che guardi i giovani ed i loro sogni, con coraggio e senza paura, per quello che sono e che sappia coinvolgerli, al netto dei comodi slogan di rinnovamento e rottamazione, instillando nei loro cuori la consapevolezza che “hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia”.

Per questo il primo passo, pieno di coraggio, l’abbiamo voluto fare noi proponendo a tutti i militanti, agli iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico alcuni punti dai quali ripartire per un P.D. che sogniamo, perché la politica è anche questo, sognare, lottare e costruire insieme una società migliore.

  1. Il P.D. che vogliamo è prima di tutto il partito dove si rispettino le regole e le decisioni dei gruppi dirigenti. Quando si eleggono i gruppi dirigenti e i segretari a tutti i livelli, devono essere sostenuti e non attaccati e criticati assiduamente sin dal primo giorno della loro elezione, in questi ultimi anni autorevoli dirigenti del partito si sono distinti più per le loro prese di posizione contro il partito, il segretario e il governo che contro i nostri avversari politici.
  2. Il P.D. che vogliamo è quello che riparte dai territori, promuovendo, sostenendo e favorendo le attività politiche dei suoi circoli, dai più piccoli ai più grandi, sapendo dare risposte alle numerose richieste di attività politiche che ci vengono richieste quotidianamente dai nostri elettori e dai cittadini, sforzandosi perché i suoi circoli, non solo siano aperti ma diventino punti di riferimento per tutti quei cittadini che chiedono informazioni ma anche aiuto concreto e impegno per portare le loro istanze nelle istituzioni;
  3. Il P.D. che vogliamo è quello che vada a definire con certezza e senza tentennamenti le regole su come andare alla selezione della classe dirigente del domani senza le ipocrisie della rinnovazione, cercando di trarre slancio dalla forza dei giovani e dalla freschezza delle loro idee. Su questo punto bisogna essere chiari: non siamo d’accordo che da un giorno all’altro una persona diventi parlamentare ma nemmeno possiamo più accettare che la scelta venga fatta sulla base di adesione ad una corrente politica, e che lo stesso faccia il parlamentare a vita. In alcune federazioni sono già state definite le prossime candidature alle regionali e politiche che verranno;
  4. Il P.D. che vogliamo è il Partito che finalmente diventi ciò per cui è nato: l’inclusione di tutte le forme di pensiero di centrosinistra senza l’isterismo della sinistra stessa, che si divide e si accusa. Che sia la casa di quanti fanno delle ideologie di sinistra il proprio pensiero senza i conflitti di area o di gruppo dirigenti: il P.D. è casa nostra ed al contempo casa di chiunque voglia dare il proprio contributo!;
  5.  Il P.D. che vogliamo è un Partito dove il tesseramento si apra il 1 gennaio e si chiuda il 31 dicembre di ogni anno. Un Partito che favorisca il tesseramento e l’avvicinamento degli amici e compagni che ne condividano le idee, senza imporre limiti di tempo, che non sia ostaggio delle lotte fra tessere e tesseramenti o il comando clientelare di chi abbia, semplicemente, più tessere;
  6. Il P.D. che vogliamo è un Partito che apprezzi le differenze della propria base ma che riconosca, capisca e soprattutto rispetti il parere di chi, all’interno, non la pensa come i gruppi di maggioranza. Un Partito dove uno vale uno e si consenta l’utilizzo democratico del confronto e del principio di maggioranza, ma nel rispetto delle ideologie di tutti, senza lasciare indietro nessuno;
  7. Il P.D. che vogliamo è un Partito che abbia il coraggio di sostenere chiunque lotti per una buona causa, lottare contro tutte le ingiustizie, i soprusi e le tante diseguaglianze presenti nel nostro Paese. Con un compito fondamentale, quello di non far sentire solo nessuno e stare sempre a fianco dei cittadini ed in modo particolare di quelli più bisognosi e degli ultimi, senza mai abbandonarli;
  8. Il P.D. che vogliamo è un Partito che pone la questione morale prima di ogni altra cosa con regole chiare e senza tentennamenti, le regole non solo devono essere scritte ma bisogna farle rispettare soprattutto in questo caso;
  9. Il P.D. che vogliamo è un Partito che abbia il coraggio di promuovere e incoraggiare la presenza al suo interno e nei gruppi dirigenti la rappresentanza dei giovani e delle donne, preparandoli, potenziando la “Scuola Politica”, ad essere i dirigenti del futuro di questa Nazione e rendendoli pronti a sostenere incarichi di responsabilità in piena autorevolezza, preparati e senza timore;
  10. Il P.D. che vogliamo è un Partito che include e non esclude fatto da militanti, dove al centro ci siano gli iscritti, elettori e cittadini dove si individuano nuove forme per la partecipazione, il coinvolgimento, l’ascolto e la consultazione della voce della base che dovrà essere al centro delle scelte politiche dei vertici nazionali. Il P.D. che vogliamo è un Partito che abbia la voce di ognuno di noi, senza paura di interrogarsi su chi sia e quale sia il domani, aiutando chiunque ne abbia legittima necessità, e dando voce a chiunque voglia parlare!

Invitiamo i tanti come noi che sentono di voler aderire a queste idee, ad un progetto che voglia promuovere nient’altro che la buona politica certamente contro nessuno ma a favore di un ideale così importante. La partecipazione è aperta a TUTTI, nessuno escluso: soltanto insieme possiamo scalare questo muro di silenzio con un forte scatto di orgoglio, promosso dal confronto e dalla sana volontà di lottare per il bene del nostro Paese. Per favorire una plurale partecipazione già annunciamo una manifestazione allargata che avrà luogo durante l’ultima settimana di maggio.

(Comunicato stampa)

 

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