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DISGUIDI AL CIMITERO UN LETTORE CI SCRIVE

cimiteroRiceviamo e pubblichiamo

LUCERA – Intorno alle 12:30, premesso che non si è avvertito alcun suono della sirena che invita all’uscita e non avendo la possibilità di utilizzare il mezzo che trasporta le persone con difficoltà motorie, siamo stati costretti a salire a piedi, con molta difficoltà, considerato che, mia madre ha diverse problematiche di salute tra cui grossi problemi di deambulazione che, ci hanno indotto a raggiungere il cancello d’ingresso alle 12:40, trovandolo chiuso.

Tale situazione ha mandato in panico sia le mie figlie di nove anni ciascuna sia mia madre la quale ha iniziato ad accusare un lieve malore adagiandola con molta difficoltà su una panchina posta in prossimità dell’ingresso (“Peccato, avrei dovuto chiamare il 118”). Dopo di che, alle ore 12:48 ho chiamato il numero da utilizzare per casi d’urgenza (0881/540009) indicato sulla vetrina ubicata sulla sinistra rispetto all’ingresso  e dall’altra parte mi rispondeva un vigile urbano di piantone al comando il quale mi diceva che, “purtroppo il custode era già andato via, essendo di altro paese, e pertanto bisognava rintracciarlo e di avere un po’ di pazienza”. Intanto, le mie figlie hanno iniziato a piangere e ad avere paura e ho deciso di chiamare un amico vigile urbano per chiedere un sollecito poiché la situazione stava degenerando; l’amico mi diceva che una copia delle chiavi era a disposizione anche al comando dei vigili urbani e che avrebbe chiamato lui il collega per sollecitare i tempi.

Subito dopo aver chiuso la chiamata con l’amico, vengo richiamato dal vigile di piantone il quale infastidito e con modi poco affabili (poiché non voleva che il suo collega mi dicesse che una copia delle chiavi era a loro disposizione) mi diceva che “la pattuglia era impegnata e che bisognava attendere ancora altri 10 minuti e che non c’era ne ma e ne se perché la colpa era solo nostra” (pochissima sensibilità nei confronti di una famiglia che resta rinchiusa in un cimitero il giorno della vigilia di Natale). Allora ho detto al vigile di piantone che se non sarebbe arrivato nessuno ad aprirci entro 5 minuti avrei chiesto aiuto ai carabinieri e lui come se non bastasse mi risponde “chiama chi vuoi e dimmi chi sei”; ed io gli ho risposto che non era necessario sapere chi ero ma era necessario farci uscire per la situazione che si stava creando. E lui come mi risponde?  In modo arrogante e presuntuoso: “Tanto dal numero di cellulare riesco a sapere chi sei” (avrei dovuto chiamare il 113).

Allora, dopo aver chiuso in modo brusco la conversazione, qualcuno da lassù mi ha illuminato e ho deciso di chiamare un altro caro amico, titolare di una ditta di onoranze funebri, per chiedergli un aiuto e se conoscesse qualcuno che avesse le chiavi del cancello. Per fortuna, data l’ora, l’amico mi risponde e mi assicura che conosceva qualcuno che avesse le chiavi del cancello e che sarebbe arrivato immediatamente. In effetti, da li a poco, grazie all’amico,  è arrivato una persona a farci uscire e l’incubo di questa vigilia di Natale, già per noi poco felice per la perdita del nostro caro congiunto, era finito, tranquillizzando sia mia madre sia le mie figlie.

Intanto la pattuglia dei vigili urbani che doveva venirci a liberare, ancora non arrivava ed erano le 13:15.

BENE, ADESSO SAI CHI SONO, CARO VIGILE, VISTO CHE CI TENEVI COSI’ TANTO” “E SE AL POSTO NOSTRO CI FOSSE STATO UN’ULTRO TIPO DI PERSONA, CREDEVI DI TRASCORRERE VERAMENTE UNA SERENA VIGILIA DI NATALE????

E mi riservo di presentare tale segnalazione nelle opportune sedi con tanto di testimoni e prove.

Voglia questa mia segnalazione mettere a conoscenza l’Amministrazione Comunale che tale situazione potrebbe verificarsi a chiunque e vorrei che in tali circostanze dall’altra parte del telefono ci fossero persone con un po’ di buon senso perché non glielo auguro a nessuno trovarsi con un cancello del cimitero chiuso, con due bambine piccole prese dal panico e con una madre con inizio di tachicardia.

Infine, spero che questa mia segnalazione servirà ad evitare simili sventure e, per il bene della comunità, colgo l’occasione per invitare codesta Amministrazione a trovare una soluzione tecnica per identiche situazioni, ed una, mi permetto di proporla io ed è quella di predisporre un pulsante sulla parete del gabbiotto del custode con sistema di apertura elettrica del cancello da utilizzare solo in suddette emergenze, con tanto di indicazione.

Lettera firmata

 

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