CS 21 novembre 2017 - convento di Biccari

MESSAGGIO DI MONS. GIUSEPPE GIULIANO DI PRESENTAZIONE DELLA COMUNITÀ DI CLARISSE

Arrivo in diocesi della comunità di Clarisse,  prime celebrazioni e benedizione dei locali del Convento in Biccari

giuseppeBICCARI – Nella mattinata odierna, memoria della presentazione della Vergine Maria al Tempio e giornata per le Claustrali, S.E. mons. Giuseppe Giuliano, vescovo di Lucera-Troia, al termine della terza giornata della Settimana Biblica diocesana, ha ufficializzato il trasferimento di una comunità di Clarisse di Norcia (Pg) a Biccari (Fg): «Fratelli e figli, sorelle e figlie, amici e amiche, è giunta tra noi la Comunità delle Clarisse che, reduce dall’esperienza terribile del terremoto in Umbria a Norcia nella diocesi di Spoleto, è stata fino ad ora provvisoriamente ospitata a Cercemaggiore in una struttura della diocesi di Campobasso». Mons. Giuliano, nel suo messaggio di presentazione, già in apertura ribadisce come «le Monache – questo è il nome esatto per loro, sottolinea il presule – vengono tra noi, a Biccari nel convento messo a disposizione dai Frati Minori della Provincia di Foggia, per dare inizio ad una presenza monastica nella nostra terra. Una presenza voluta e richiesta, sin dai primi giorni, nello scorso febbraio, del mio arrivo in diocesi». Nella loro clausura, «esperienza cristiana della fede/speranza/carità», le Monache ricorderanno alla diocesi e non solo, tutti gli atteggiamenti della «parte migliore indicata dal Vangelo in Maria di Betania». Questo segno di grazia giunge durante le celebrazioni della Settimana Biblica diocesana, dal tema: «Dalla Parola di Dio, la Chiesa viene adunata e i suoi figli rigenerati» (RdC, 11), con la certezza, chiosa Mons. Giuliano, che «la clausura ci ricorderà la consolante fecondità del Vangelo». È un invito che il vescovo indirizza a tutti e a ciascuno: «E noi ne beneficeremo. E noi la rispetteremo. E noi la sosterremo con generosità. E la custodiremo come una perla preziosa che, senza alcun merito nostro, ci viene donata dalla infinita benevolenza del nostro Dio, provvidente e buono. Ringraziamo dunque il Signore». La comunità sarà dunque presentata alla diocesi in chiusura della Settimana Biblica, quale suo primo grande ed immediato frutto, sabato 25 novembre 2017 alle ore 17.30 nella Basilica Cattedrale di Lucera, durante la celebrazione della Liturgia della Parola nei Primi Vespri della solennità di Cristo Re, presieduta dal vescovo. L’indomani, domenica 26 novembre, alle ore 17 presso il Convento Sant’Antonio in Biccari, mons. Giuliano, celebrerà l’Eucaristia e benedirà i locali del monastero, dando così ufficiale avvio alla residenza delle sorelle Clarisse.

Segue Messaggio di presentazione del vescovo 

LUCERA , 21 novembre 2017 Memoria della presentazione della vergine Maria al Tempio Giornata per le Claustrali Alla santa Chiesa di Lucera-Troia e ai suoi Amici Fratelli e figli, sorelle e figlie, amici e amiche, è giunta tra noi la Comunità delle Clarisse che, reduce dall’esperienza terribile del terremoto in Umbria a Norcia nella diocesi di Spoleto, è stata fino ad ora provvisoriamente ospitata a Cercemaggiore in una struttura della diocesi di Campobasso. Le Monache – questo è il nome esatto per loro – vengono tra noi, a Biccari nel convento messo a disposizione dai Frati Minori della Provincia di Foggia, per dare inizio ad una presenza monastica nella nostra terra. Una presenza voluta e richiesta, sin dai primi giorni, nello scorso febbraio, del mio arrivo in diocesi. È davvero un bel dono questo che il Signore fa alla nostra Chiesa, ricca di presenze ecclesiali ma sprovvista di una simile, preziosa realtà. È un bel dono, segno eloquente ed efficace della consolazione e della tenerezza divina per un territorio ed una popolazione che non raramente conoscono l’oltraggio del sangue versato in nome del malaffare e la tristezza delle violenze subite a causa delle avidità del cuore umano, abbrutito dal peccato. Le Clarisse vivranno “in clausura” l’esperienza cristiana della fede/speranza/carità e dal colle in Biccari eleveranno ogni giorno la preghiera anche per noi, ricordandoci che se il Signore non costruisce la casa invano faticano i costruttori e che se lui non protegge le città invano si affaccendano i custodi. Ci ricorderanno la parte migliore indicata dal Vangelo in Maria di Betania.

Ci diranno la convenienza tutta spirituale della generosità che accredita davvero dinanzi al Dio misericordioso e giusto. Ricorderanno a noi, preoccupati dei beni di questo mondo il bene massimo e sommo del Regno di Dio, quale tesoro prezioso che i ladri non possono rubare, che la ruggine non può rodere, che la morte non solo non può vanificare ma che attraverso di essa risplende in tutta la sua luminosità. Le Monache ci ricorderanno il fascino e l’efficacia della vita discreta, dedita alla preghiera ordinata, impegnata nel lavoro ordinario di ogni giorno senza il “patologico bisogno” di visibilità e di protagonismo. Ricorderanno, soprattutto a noi preti, la presenza amorevole di quel Dio che ci conquistò il cuore e che vuole ogni giorno conquistarci il cuore per rendere gioiosa la permanente giovinezza di quelli che gli sono amici. Mi è stato chiesto il significato della “clausura”. Ho risposto con la familiare immagine dell’albero a cui poter, in certo qual modo, paragonare la Chiesa. L’albero è composto dal tronco, dalle foglie, dai rami, dai frutti ed anche… dalle radici. La clausura nella Chiesa è paragonabile, in qualche modo, alle radici di un albero. Le radici infatti non si vedono né si devono vedere, hanno bisogno del silenzio e dell’oscurità della terra per poter esercitare la loro funzione che è quella di assorbire le sostanze indispensabili per la vita e la fruttuosità dell’albero. La clausura dice la necessità di radici per la vita e la fruttuosità evangelica dell’albero ecclesiale. La clausura dice la necessità di radici nascoste ma ben fresche ed agili nel succhiare la “sostanza divina” che, sola, rende possibile la vita e la fertilità missionaria della Chiesa. Radici che vanno però curate e protette, alimentate e preservate. Le ultime e conclusive battute per la decisione di questa presenza monastica si sono consumate nel mese di ottobre, il mese missionario. Avendo presente che la patrona delle missioni cattoliche è santa Teresina del Bambino Gesù, una giovane monaca di clausura, è bene riaffermare che la missione della Chiesa non è propaganda ma condivisione dei doni da Dio ricevuti. La clausura ci ricorderà la consolante fecondità del Vangelo. E noi ne beneficeremo. E noi la rispetteremo. E noi la sosterremo con generosità. E la custodiremo come una perla preziosa che, senza alcun merito nostro, ci viene donata dalla infinita benevolenza del nostro Dio, provvidente e buono. Ringraziamo dunque il Signore. E per ciascuno il saluto/augurio/invocazione di san Francesco: Il Signore ti dia pace!

(Comunicato stampa + Giuseppe Giuliano, vescovo di Lucera-Troia)

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