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“CHI E’” 29 FEBBRAIO

29-febbraioUn avvenimento deve essere ricordato perché accadde o perché accadde in quel preciso giorno? E se accadde quel preciso giorno, la ricorrenza si festeggia ogni quattro anni? Curiosità che molti hanno e alla quale pochi hanno tentato di dare una risposta; 24 ore che ricorrono ogni 1.460 giorni, quelle del famoso e strano 29 febbraio. Quest’ultimo, come tutti sanno, è previsto solo per gli anni bisestili, cioè gli anni in cui avviene la periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo nell’anno stesso: un accorgimento utilizzato per evitare lo slittamento delle stagioni. Capiamo perché.
L’anno bisestile come lo conosciamo noi oggi, fu istituito con il calendario gregoriano e dunque da Papa Gregorio XIII. Anche se istituito solo nel 1582, il calendario di Gregorio XIII venne esteso anche agli anni precedenti.
Così Papa Paolo III venne alla luce il 29 febbraio del 1468: se lo avesse saputo, sicuramente avrebbe ritenuto più agevole riuscire ad organizzare il famosissimo Concilio di Trento invece di capire quando avrebbe dovuto festeggiare il suo compleanno; chissà come l’avrebbe presa se gli avessero detto che alla sua elezione al Soglio Petrino non aveva sessantasei anni bensì sedici.
Sulla stessa barca anche il più grande operista della storia della musica, Gioacchino Rossini. Forse, sostengono in molti, nel comporre la famosissima opera de “La Gazza Ladra”, proprio al suo giorno di nascita si ispirò: come la gazza porta via gli oggetti luccicanti dai quali è attratta, la sorte aveva portato via al povero Rossini il piacere di festeggiare il suo compleanno in famiglia ogni anno. Dovette aspettarne quattro ogni volta.
Già i Romani aggiungevano “il” giorno in più dopo il 24 febbraio che chiamavano sexto die ante Kalendas Martias ovvero sesto giorno prima delle Calende di marzo. Il giorno aggiuntivo si chiamava bis sexto die, sesto giorno ripetuto, da cui l’aggettivo “bisestile”.
Fu Giulio Cesare infatti, nel 46 a.C., a mettere fine al marasma che si era venuto a creare, inventando, appunto, il calendario giuliano. Quello fu l’ultimo anno della “confusione”.
Il calendario giuliano previde bisestile un anno ogni 4, quelli cioè la cui numerazione è divisibile per 4. La durata media dell’anno divenne così di 365 giorni e 6 ore e la differenza rispetto all’anno tropico si ridusse da 5,8128 ore in difetto ad appena 11 minuti e 14 secondi in eccesso.
Poi, come accennato, Papa Gregorio XIII riordinò e calcolò nuovamente il calendario; Sua Santità infatti, si rese conto che la Pasqua, di quel passo, avrebbe finito per essere celebrata in estate.
Ciò era causato dalla progressiva regressione dell’equinozio di primavera dovuta all’imprecisione del calendario giuliano. Nell’anno 1582, il 21 marzo, giorno convenzionale per l’equinozio, quale base per il calcolo della Pasqua, arrivava quando il reale equinozio astronomico era già passato da dieci giorni.
Per ovviare a questa situazione e sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni dell’astronomo Copernico, il quale riuscì a calcolare, con accurata precisione, sia l’anno tropico, sia l’anno siderale (il tempo cioè che impiega il sole per tornare al punto di partenza).
Il calendario gregoriano quindi, ridusse ulteriormente questa approssimazione eliminando 3 anni bisestili, quelli che delimitano l’inizio di un nuovo secolo, ogni 400 anni di calendario. In questo modo la durata media dell’anno divenne di 365,2425 giorni, con riduzione della differenza a soli 26 secondi di eccesso.
Riforma straordinaria quella del calendario gregoriano dunque, che permise di avere il Natale a dicembre e il capodanno a gennaio; dimenticando una cosa però: chi nasce il 29 febbraio, quando festeggia il suo compleanno?
Giovanni Di Benedetto

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