la prima foto dopo l'inaugurazione
la prima foto dopo l'inaugurazione

QUELLO SVINCOLO NON CONVINCE, ANZI…

svincoloNell’ultimo anno in Italia ci sono stati quasi 4 mila morti in incidenti stradali e oltre 120 mila feriti gravi. Secondo ANCMA di Confindustria, che organizza il salone del ciclo e motociclo, il 30 per cento di questi incidenti, e le relative gravi conseguenze, sono dovute alle infrastrutture, ovvero svincoli, rotatorie, guard rail, dossi asfalti e segnaletica. Tanto che pure il ministero sta varando un piano di riqualificazione dei punti più pericolosi della strada. In collaborazione con l’ASAPS (associazione sostenitori polizia stradale) e ANIA, che rappresenta le imprese assicuratrici, è in corso da tempo un monitoraggio dei punti critici. Ora, senza voler fare allarmismo o voler solo gridare al lupo al lupo, l’impressione è che con il nuovo viadotto sulla Lucera Foggia, invece di eliminare un punto critico, si sia creata invece una zona sensibile e probabile di prossimi incidenti. Il perché è presto detto.

Lo svincolo che da Campobasso raccorda a Lucera ha due gravi difetti: il primo, ha un tratto curvo in discesa (supera il 5 per cento di pendenza?) e il secondo, ancora peggiore, è che al termine di questo breve tratto c’è lo stop, per dare la precedenza a chi, da destra, arriva dallo svincolo da Foggia. Creare uno stop, dopo una curva in discesa, è pericoloso, tanto che in altri casi (anche senza stop a dire il vero) Anas è intervenuta per rimettere in sicurezza il tratto stradale, ultimo esempio gli innesti dell’autostrada A8 dove si incontravano le bretelle provenienti da Como e da Varese direzione Milano, oppure sempre nel capoluogo cittadino, lo svincolo per Forlanini Aeroporto Linate.

Ovvero, come insegna la giurisprudenza (ma basta consultare anche “il libro bianco delle infrastrutture” dell’ingegner Pagliara, edizioni ACI) non si deve innestare una strada da sinistra dovendo dare la precedenza a destra. E se poi il tratto in questione è in discesa e per giunta con curva, puoi mettere tutti i limiti di velocità che vuoi, che in caso di neve o bagnato intenso, frenare a 40 o 50 all’ora diventa pericolosissimo. C’è poi un altro aspetto assurdo dello svincolo. Anche ammesso che rispetti lo stop perché ti fermi in tempo utile (sperando che quelli da dietro, con la pendenza che toglie visuale, si rendano conto che c’è uno fermo davanti), come fare a dare la precedenza. Hanno messo uno specchio, si dice. Bene, vuol dire che il problema se lo sono posti anche in fase progettuale, pensando che in quel posto, con quell’angolo, si finisce nell’angolo cieco degli specchietti. Ovvero, se ti fermi, rispetti lo stop e guardi negli specchietti, non vedi chi sta arrivando da Foggia, e per giunta in velocità. Anche ammesso che si vada a 40-50 all’ora, parliamo di velocità indicate dal codice per gli svincoli,

il tempo di percorrenza a quella velocità è di 12 metri al secondo circa. Ovvero, se guardi negli specchietti e non vedi nessuno, metti la marcia e riparti, impieghi almeno 2-3 secondi. Cioè dal momento in cui credi di avere via libera al momento in cui ti immetti su strada, l’altro veicolo ha percorso 36 metri circa e i 36 metri in quel punto, vuol dire che sei nascosto dietro la curva e finisci addosso a chi si immette perché non ti vedono proprio anche se rispettano la segnaletica. In parole povere, una idiozia totale che mette a rischio l’incolumità di chi percorre quel tratto di strada. Come mai non ci hanno pensato prima? Ci hanno pensato di sicuro, ma modificare il progetto costa: l’innesto da Campobasso doveva immettersi sulla destra e non sulla sinistra della strada, ergo lo svincolo da Foggia doveva avvenire sotto e dopo il ponte, non prima. Mettere le mani a un progetto fermo da quasi 25 anni, era costoso e siccome la gente non conosce il codice e nemmeno sa che in caso di incidente ne rispondono penalmente anche il progettista, il gestore della strada e chi ha firmato le autorizzazioni, ecco che si fa affidamento sull’ignoranza della gente che non conosce il codice e le leggi. Voi direte, chi è il gestore del tratto? http://www.adessoilsud.it/2015/10/inaugurazione/

E qui casca l’asino, perché essendo in territorio comunale la “colpa” finirebbe sul sindaco, anche se la strada principale non è di competenza comunale, ma ne risponderebbe anche il comandante della polizia locale per omesso controllo e il tecnico comunale che ha dato il nulla osta o non ha verificato. Per non parlare di Anas, nell’occhio del ciclone per altre vicende più note, leggi i viadotti delle autostrade in Sicilia… Ma sappiamo bene che il sindaco in questo caso non ha nessuna colpa, anzi deve farsi carico di errori altrui. Come si fa a dire che è un errore? Lavoro a livello internazionale da 30 anni, sono responsabile del settore auto e motori di un gruppo radiofonico che ha oltre 8 milioni di ascoltatori, ho lavorato in 55 nazioni al mondo, mi occupo di problemi simili in collaborazione con l’avvocato Domenico Musicco, presidente associazione vittime incidenti della strada, ho collaborato alla stesura di un libro sulle multe col dottor Alessandro Casale, presidente di UNICO, associazione dei comandanti di polizia locali, e abbiamo fatto diverse iniziative congiunte con Fondazione Ania, che rappresenta le compagnie assicuratrici in Italia.

Per non dimenticare l’ingegner Enrico De Vita, consulente di parte in vari procedimenti stradali, nonché ex vicedirettore di Quattroruote e responsabile auto del movimento consumatori. Tutto questo per dire che non si parla a vanvera, ma si segnalano le posizioni critiche. E qui aprirei una parentesi personale. Ho segnalato sulla pagina FB dell’avvocato Vincenzo Leccese il problema e lui, per tutta risposta, dopo aver ringraziato ANAS perché (dopo “appena” 25 anni, ndr) ha finito i lavori, il dottor Leccese ha definito suggestive le mie opinioni. Allegando un articolo del codice della strada in cui si dice che la segnaletica in quel punto è adeguata e anzi ha giustificato il perché di queste scelte. Ora, vi auguro di non incappare in nessun incidente in quel punto, ma se un esponente del comune (consigliere o quello che sia) approva il modo in cui sono stati fatti i lavori, giustifica la segnaletica e definisce suggestioni i rilievi, vuol dire che o non ha capito nulla di cosa si parla o ha interesse a non aver capito. Si ringrazia qualcuno perché ti ha fatto un favore, Anas dopo 25 anni non ha fatto un favore a nessuno, ha solo ottemperato ai propri obblighi. E tu la ringrazi? E poi, se si apre un procedimento, il fatto che qualcuno del comune abbia espresso pareri favorevoli e giustificato certe scelte, mette la controparte in vantaggio.

In pratica,  e spero non accada, il sindaco Tutolo si ritroverebbe col sedere scoperto a causa delle esternazioni superficiali di uno suo elemento. Tutto questo per dire che lo svincolo è sbagliato a livello concettuale, crea una situazione di pericolo potenziale e nessuno ha avuto nulla da dire. Non me lo aspetto dal comandante della polizia locale, che non mi pare in passato abbia brillato per scelte stradali (la mia stima e considerazione nei suoi confronti, da 1 a 10 si ferma a cinque sotto zero…) e non me lo aspetto dal sindaco Tutolo, non è un esperto e deve fidarsi degli altri, anche se poi la faccia è la sua e ne paga lui le conseguenze come responsabile del traffico in città. C’è tempo per rimediare? Fin tanto che non accadranno incidenti gravi, avranno avuto ragione loro. Al primo incidente, diranno che il responsabile non ha rispettato la segnaletica e al secondo che si tratta di sfortuna. Dopo qualche morto forse prenderanno in considerazione che i lavori potevano essere fatti in maniera diversa (e non mi son soffermato sul resto dello svincolo, allucinante per certe scelte… vedi restringimento delle carreggiate) ma a quel punto non ci saranno i soldi per correre ai ripari. Noi, intanto, vi abbiamo avvisato. Magari al primo botto, oltre che all’assicurazione, fate anche denuncia penale ai soggetti indicati. Non risolverà il problema, ma un po’ di pepe sotto al sedere di chi prende decisioni fa sempre bene.

Paolo Ciccarone

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