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LUCERA E LA (DE)GENERAZIONE PD

lucera«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. «I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia», Intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari, «La Repubblica», 28 luglio 1981

Non sarebbe troppo ardire applicare questa affermazione di Enrico Berlinguer al Partito Democratico di Lucera da troppo tempo senza una segreteria politica e in balia di correnti e sottocorrenti; di addii ritorni e arrivederci al prossimo giro come in una milonga.
Nell’intervista che lo scorso agosto Mimmo Bonghi, uno dei tre reggenti del circolo lucerino del PD, rilasciò a questa testata egli affermava: «Un partito esiste se ha una funzione nella realtà in cui opera. Il Pd a Lucera è al lumicino. Senza un’azione intensa, continua e sapiente di ricostruzione, guardando alle tante forze sparse che si richiamano al Pd e a forze nuove che attendono segnali di rinnovamento, non è possibile la sua ricostruzione. Lo sforzo che si sta mettendo in campo, con segnali positivi, è proprio quello di collegare la sua ripresa organizzativa con gli interessi e le forze vive della città. È la crisi, è Lucera che ci chiede di ricostruire e rinnovare il Pd perché è l’unico partito che può pensare al futuro.

Ecco il Pd deve essere unito, plurale, inclusivo, rinnovato, giovanile e, quindi, aperto ai bisogni, alle ansie e agi interessi della gente». Viene da chiedersi se le 782 richieste di tessere rientrino in questo quadro di rinnovamento, pulizia, unità, pluralismo e rinnovamento. E viene anche da chiedersi come mai un partito che alle ultime regionali ha ottenuto 880 voti riesca a tesserare una quantità di cittadini di poco inferiore ai suoi votanti.
Capisco che l’azione politica del presidente Renzi piaccia a molti cittadini di estrazione liberale e cattolica; capisco che il presidente della Regione Emiliano sia capace di catalizzare la simpatia di molti elettori non propriamente di sinistra, ma non capisco come mai tutti ora sentano il bisogno impellente di iscriversi ad un partito che non hanno votato. E forse non lo faranno neppure in futuro. Come non capisco cosa ci sia di attraente in un partito la cui azione politica a livello locale è deficitaria, a meno che non si tratti di persone che hanno sempre praticato le sezioni, animato i circoli e fatto della passione politica la loro passione primaria.

Il Partito Democratico, è bene ricordarlo, ha due rappresentati in consiglio comunale che sembrano giocare su un tavolo a parte, completamente slegati dalla base elettorale, dai cittadini e dai militanti della formazione che li ha eletti e di cui paiono essersi dimenticati. L’impressione che si ha è che il tesseramento sia stato falsato e pilotato in modo da compromettere il prossimo congresso cittadino, da forgiarlo ed asservirlo ai maggiorenti, ai signori delle tessere ancora convinti che il partito sia un bacino elettorale, una macchina di voti o –peggio- una fucina per fulgide quanto fulminee carriere e non già una comunità di donne e uomini che tengono al futuro della loro città.
Fermate le bocce, per favore! Depurate le richieste di tessere, scremate, filtrate, valutate nomi azioni e fedina penale di chi ha espresso l’improvvisa voglia di diventare un militante del Partito Democratico. Non inquinate uno spazio di democrazia fondamentale per la nostra città già troppo offesa dalla mancanza di una seria cultura politica e il cui dibattito politico è limitato all’offesa personale.

Abbiate rispetto di chi il partito lo vive, lo cura, ne segue le magnifiche sorti e progressive fin dalla sua nascita e ne ha condiviso vittorie elettorali e dolorose sconfitte, solo così si potrà svolgere un congresso sereno e non inficiato e avvelenato da sospetti e trame da film di spionaggio di quart’ordine.
Ecco un’altra cosa che incuriosisce parecchio: come mai tutta questa fretta di aprire la fase congressuale? Forse che si teme un’improvvisa evaporazione di forza uguale e contraria alla subitanea passione politica di tanti novelli Nikita Sergeevič Chruščёv? Per dire…

Lucilla Calabria

 

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