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CAMPAGNA SCAVO DI ORVIETO, ARCHEOLOGI UNIFG IN PRIMA LINEA

scavoFOGGIA – Inaugurata lo scorso luglio, la campagna scavo di Orvieto, presso Campo della Fiera, vede gli archeologi e gli studenti dell’Università di Foggia impegnati in prima linea per la conduzione delle ricerche archeologiche; si tratta di ricerche di interesse nazionale e internazionale che porteranno il Dipartimento degli Studi Umanistici foggiano ad affiancare, nella direzione dei lavori, l’Università di Perugia che da anni è impegnata, su concessione ministeriale, alle indagini nel sito.

Esteso per più di tre ettari ed esplorato fin dall’inizio degli anni 2000, il sito orvietese ha restituito ad oggi molteplici prove della sua identificazione a zona sacra etrusca: in quel luogo infatti, pare erigersi un tempo, un santuario dell’antica popolazione del centro Italia. In questi luoghi, i rappresentanti delle principali città dell’Etruria svolgevano le riunioni e le cerimonie religiose.

Il territorio però, non esaurisce la sua storia con gli Etruschi; dal sesto secolo a.C. il tempio fu poi ristrutturato dai romani e continuò a svolgere le sue funzioni anche in epoca medievale.

Una scoperta di non poco conto se si considerano le poche informazioni che abbiamo della prima vera forma di civiltà comparsa in Italia e che, a seguito della conquista della zona da parte dei latini, fu rasa completamente al suolo. I ritrovamenti di edifici sacri etruschi, di depositi votivi con frammenti di statue e dell’iscrizione di “luogo celeste” su una di esse, ci fanno capire molto delle usanze di questa popolazione a noi quasi sconosciuta.

Ma non è tutto. Nel corso delle indagini di questi anni si sono riportato alla luce anche i resti della chiesa di San Pietro in Vetere, l’unica chiesa che sorgeva nei pressi del Ponte del Sole ove avvenne l’incontro tra Papa Urbano IV e il Corporale insanguinato portato da Bolsena, e si è individuato un edificio dalle dimensioni imponenti posto nei pressi della chiesa, con ogni probabilità relativi al Convento e al suo chiostro. Trattasi, quasi certamente, del monastero ricordato dalle fonti medievali di XIII secolo, abitato da una delle prime comunità di francescani che partirono da Assisi qualche anno dopo la morte di Francesco; il compito di proseguire lo scavo degli edifici appena menzionati è stato affidato ad un gruppo di ricercatori dell’Unifg, permettendo agli studenti di approfondire la loro esperienza apprendendo tecniche di indagine archeologica, rilievi grafici e fotografici, classificazione di materiali e informatizzazione dei dati. I risultati delle ricerche effettuate presso il sito umbro saranno esposti alla prestigiosa mostra prevista per il 2018 presso il Museo di Storia e dell’Arte di Lussemburgo sede dell’Unione Europea.

Giovanni Pio Di Benedetto

 

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