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BUONISTI

buonistiIn questi giorni di contabilità di morte e tifo acceso per chi scavalca il filo spinato ungherese, più che mai che in altri periodi, chiunque provi un senso di umana pietà e cristiana misericordia per i profughi asfissiati in un tir, per il migrante schiattato di raccolto di pomodori o per i bambini gonfi d’acqua morti di mare e crudeltà viene bollato come buonista.
Poiché siamo in tanti ad appartenere alla categoria e avete stufato, per favore ci spiegate cosa intendete per “buonista”?  Che è, che vuol dire? Mentre a parole vostre cercate argomentazioni che vadano oltre il “prima gli italiani”, io – a parole mie- da degna rappresentante della truppa in oggetto vi spiego perchè sono ben felice di essere “buonista”.

Sono “buonista” perchè un italianissimo imprenditore non mi ha versato mai un soldo di contributi pur operando detrazioni in busta paga.  Sono buonista perchè  nelle nostre campagne senza il contributo dei migranti ci sarebbero tonnellate di pomodori incolti e lasciati marcire perchè siamo troppo “elitari” per sporcarci le mani di terra.
Sono buonista perchè se mai avrò la pensione sociale sarà per i contributi versati dagli immigrati.
Sono buonista perchè gli immigrati contribuiscono a sostenere lo stato sociale al posto di quella milionata di italiani lasciati senza lavoro e senza un rete di welfare da italianissimi governi.

Sono buonista perchè non permetterò mai a nessuno di godere della propria pensione, legittima e maturata col lavoro, senza ricordargli che può averla anche perchè una Fatima, una Svetlana e un Aziz da qualche parte in questo disgraziato Paese gli stanno versando i contributi INPS.  Sono buonista perchè italianissimi datori di lavoro guardano prima la mia data di nascita e poi il mio curriculum e sistematicamente mi prendono a pernacchie.

Sono buonista, anzi siamo buonisti perché non abdicheremo mai alla compassione, ricordatelo la prossima volta che vi affacciate dal balcone della vostra piccolissima P.zza Venezia virtuale all’urlo di: “itaGlianiiiiiiiiiii”.
Siamo buonisti perché non ci arrenderemo mai all’ homo homini lupus che alcuni sciacalli vorrebbero diventasse legge naturale, preferiamo fare come don Andrea Gallo: “Quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.”
Siamo buonisti perché al Padre Nostro accompagniamo il “Mare Nostro” e siamo maggioranza.

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire

Erri De Luca


Lucilla Calabria

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