L'edicoletta votiva di via Solitano nel volume dell'associazione Minerva (anno 2001) (1)

DANNEGGIATA UN’EDICOLA MARIANA

danneggiataLUCERA – Mentre gli ultimi giorni di luglio scandiscono il tempo dell’attesa per i festeggiamenti in onore di Santa Maria Patrona di Lucera, una teca mariana, visibile in via Antonio Solitano, a pochi metri da piazza della Repubblica, sarebbe stata danneggiata da vandali della domenica. Il vetro di copertura dell’edicola, che si erge poco sopra il civico 11 di via Solitano, pare sia stato letteralmente distrutto, lasciando l’icona mariana esposta alle ingiurie del tempo e degli uomini. Soprattutto l’uomo, quello che per primo dovrebbe avvertire il peso di tanta barbarie, sembra che non se ne sia neppure avveduto.

A segnalarci il fatto, anzi il misfatto, è stato un residente nell’area a ridosso di via San Domenico. Avantieri, martedì 28 luglio, ci siamo portati sul posto. Abbiamo scattato alcune foto e le abbiamo messe a confronto con quella pubblicata sul pregevole volumetto ‘Lucera, Viaggi nella memoria – Le edicole votive’, edito nel 2001 su iniziativa dell’associazione ‘Minerva’, sotto la spinta ideatrice dell’allora consigliere comunale Renato Gentile. E non ci vengano a dire che il ceto politico locale, in passato, non abbia lasciato qualche traccia in buoni esempi. Raffrontando lo scatto dell’altro giorno, con quello di circa quattordici anni prima, il confronto appare subito impietoso. La realizzazione dell’altarino risale, come da targa affissa alla base, all’anno di guerra 1943. Proprio il 22 luglio di settantadue anni fa, Foggia, veniva ‘coventrizzata’ dai ferali bombardamenti alleati nel secondo conflitto mondiale.

Quei tragici capitoli di guerra ebbero una vasta eco anche nella vicina Lucera. Scrive Massimiliano Monaco nella prefazione al lavoro firmato dal sodalizio ‘Minerva’: “È una peculiarità devozionale, quella di Lucera, che deriva probabilmente dalla tradizione rinascimentale e barocca di affrescare le lunette o i timpani degli edifici religiosi con immagini sacre e scene tratte dal Vangelo. Più di cinquanta edicole mariane vedono la luce nell’arco di pochi giorni”. Sembra sia bastato il buio di un momento storico-sociale, nero come la pece, per offuscare, in questo caso, il pressoché sacro vincolo tra i lucerini e la loro Protettrice Celeste.

A questo punto non resta che rimediare ad un gesto a dir poco irriguardoso con uno riparatore: rimettere a nuovo l’edicoletta di via Solitano, 11 che mostra danni all’interno e segni di cedimento rispetto alla cornice lignea. Ce lo chiedono la coscienza (comune), la storia dei luoghi, il minimo rispetto per quanti, in giorni di battaglie cruente e mortifere, hanno levato lo sguardo al cielo supplicando la Madre Celeste e, nella sua protezione, hanno incontrato l’atteso conforto. A chi si sarebbe macchiato di un atto così deprecabile l’invito è a farsi avanti per porvi rimedio. Sia pur tardivo. Qualcuno ci ha riferito che, tempo addietro, qualche ‘ragazzaccio’, come lo definerebbe una consigliera comunale di maggioranza, avrebbe colpito con una pallonata la parete vetrosa del manufatto riducendola in frantumi. Se è andata in questo modo si faccia avanti o lo faccia chiunque altro ne sia stato l’eventuale autore.

Lo diciamo senza retorica colpevolista. Vorremmo solo che chi ha sbagliato, se così è stato, impari ad assumersi l’onere che ne deriva. Come che sia, di un’azione assai poco edificante, possiamo sentirci tutti responsabili per inerzia, disinteresse, distrazione. Quando non si rispettano i simboli identitari non resta molto su cui fondare la vita e la prospettiva di una città e della sua comunità. È un dato di fatto.

Costantino Montuori

Con questo articolo Costantino Montuori inizia la sua collaborazione con la nostra testata che così si arricchisce di un validissimo giornalista. A lui vanno gli auguri di buon lavoro da parte del direttore e dell’intera redazione di Adessoilsud.it.

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