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MONS. VINCENZO PELVI NUOVO ARCIVESCOVO DI FOGGIA

arcivescovoFOGGIA – Fratelli e sorelle carissimi, inizio oggi, nel nome del Signore, il mio servizio episcopale nella Chiesa di Foggia – Bovino. A questo servizio mi ha chiamato Papa Francesco e ho accolto con gioia la sua volontà. Desidero lodare il Signore della vita che sempre ci sorprende con i suoi doni e mai si stanca di radunare la sua Chiesa, arricchendola di ogni bene. Ringrazio Sua Eminenza il Cardinale Agostino Vallini, per la paterna vicinanza; come Vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma rende visibile il nostro vitale legame con il successore di Pietro, al quale rinnoviamo la profonda gratitudine per la sua luminosa parola e la gioiosa testimonianza. Il mio affettuoso grazie all’amato Arcivescovo Francesco Pio, che mi consegna questa Chiesa bella, da lui guidata per oltre undici anni, impegnando le sue capacità per l’annuncio del Vangelo, rimanendo vicino alla gente, soprattutto a chi è più provato dalle difficoltà della vita. Un fraterno saluto ai confratelli vescovi la cui presenza e preghiera è motivo di reciproco sostegno e rinnovata amicizia. Ai fratelli di fede non cattolica esprimo la disponibilità a collaborare al servizio della verità, in un dialogo rispettoso, convinto che la fede non distrugge la ragione ma la illumina. Una parola di viva cordialità e di riconoscenza vorrei rivolgerla al Sindaco di Foggia, a tutte le autorità civili e militari, che hanno voluto assicurare oggi la loro vicinanza. Abbiamo un percorso da condividere, al di là degli specifici ambiti di competenza, ed è il bene comune del popolo. Voi lo ricorderete a me ed io farò altrettanto con voi, se mai dovessimo in qualche maniera dimenticarlo. La passione della Chiesa è l’uomo vivente con le sue problematiche, le attese e le preoccupazioni. Penso in questo momento ai membri più vulnerabili e insieme più preziosi della realtà diocesana e della società in genere, ai sofferenti di ogni tipo, ai malati, ai carcerati, ai poveri, a coloro che sono oppressi dalla fatica di vivere, a tutti coloro, che nel profondo del loro cuore, sapendolo o no, sono in attesa del Vangelo di Gesù Cristo, della rivelazione della tenerezza di Dio. È davanti all’umanità crocifissa che i cristiani devono ritrovare il loro slancio missionario, la percezione dell’urgenza dell’annuncio, del debito di amore verso le sorelle e i fratelli.A riguardo vorrei dire ai nostri giovani: abbiate fiducia; il Signore non viene a togliere ma a donare. Voi desiderate la felicità: il Signore è la felicità. Lui solo dà senso alla vita, Lui solo è la Bellezza che voi cercate.
A voi, carissimi sacerdoti e diaconi, che da oggi diventate miei primi collaboratori, chiedo di camminare insieme, con amicizia e lealtà, senza indugi, sostenendo chi fa più fatica. Mettiamo sempre al vertice delle nostre scelte non il tornaconto personale, ma lo zelo per l’annuncio del Vangelo e l’amore per la Chiesa.
Saluto i nostri seminaristi e chi è preposto alla loro formazione; vi invito a sostenerli con la preghiera affinché siano protagonisti gioiosi dell’evangelizzazione dei propri coetanei. Voglio, inoltre, ricordare Consacrati e Consacrate, dono meraviglioso alla nostra Chiesa, chiamati ad essere segno credibile e luminoso del Vangelo. A voi laici, impegnati nelle varie opere diocesane, nella Caritas, nelle parrocchie, nei gruppi e istituzioni di volontariato, nelle varie comunità e associazioni ecclesiali, assicuro il mio ascolto e l’attenzione per quello che siete e fate. Un pensiero rivolgo anche agli amici della Chiesa di Napoli e della Chiesa Ordinariato, e ai miei familiari. Non vi nomino singolarmente, perché tutto quello che potrei dire in questo momento sarebbe sempre inadeguato rispetto al bene che ho ricevuto e continuo a ricevere da voi. In questo contesto mi preme, infine, ricordare con gratitudine le molte persone che, guidate dal Vicario generale, mons. Filippo, con generosità e competenza hanno reso possibile questa celebrazione come pure coloro che l’hanno resa accessibile attraverso i vari mezzi di comunicazione. Uniti nella preghiera, non ci mancherà la potente intercessione della Beata Vergine Iconavetere, di san Guglielmo e di san Pellegrino, dei santi e beati della Chiesa di Foggia-Bovino, alla cui protezione affido le nostre città e i paesi dell’Arcidiocesi, me e il mio ministero.

+ Vincenzo Pelvi
Arcivescovo di Foggia – Bovino

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