Joe Barbieri - Small Talks in Trio - Foto: Esther Favilla (Tutti i diritti riservati all'autore)
Joe Barbieri - Small Talks in Trio - Foto: Esther Favilla (Tutti i diritti riservati all'autore)

Il Festival di Palazzo D’Auria con Barbieri e Rubini

Ospiti internazionali a Lucera con le iniziative di Alberto Trincucci

LUCERA – «Mi chiamo Alberto Trincucci, sono di Lucera e da grande sognavo di portare sul palco Joe Barbieri». Si è aperto con questa originale introduzione il secondo appuntamento del Festival della Cultura a Palazzo d’Auria che nella serata del 12 settembre ha presentato ‘Small Talks in Trio’: Joe Barbieri (chitarra e voce) in concerto con i bravissimi Giacomo Pedicini al contrabbasso e Antonio Fresa al pianoforte. Un ritorno dopo più di dieci anni e con uno spirito differente: il pubblico ha “Respirato” da subito il clima di piacevole compagnia tra amici e ha risposto senza indugio all’invito, accennando le note di alcuni brani.

Cantautore, autore e produttore discografico, Joe Barbieri arriva alla notorietà dopo la collaborazione con Pino Daniele e poi con Giorgia. Nel 2003 pubblica “Fuori Catalogo”, nel 2004 “In parole  povere”, album in cui comincia a dichiarare il suo grande amore per il jazz e la bossa nova. Nel 2012 pubblica il suo ultimo album, “Respiro”, con la partecipazione di Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Gian Maria Testa, distribuito in tutto il mondo e accompagnato da esecuzioni in teatri e jazz club.

Sabato 13 settembre ha visto sul palco l’esibizione de “La bottega dell’attore di Foggia”, con la pregiatissima partecipazione di Sergio Rubini. C’è stata una folla di pubblico. Insieme all’attore e regista pugliese, Maurizia Pavarini (voce narrante) e Pino Bruno (voce recitante), accompagnati al piano da Daniela Giordano – che ha eseguito brani di accompagnamento e interpretato brani da solista su musiche del repertorio folk e di tradizione – la chitarra di Giampaolo Sardella, chansonnier, artista “polivalente”,  creativo e imprevedibile che ha intrattenuto il pubblico oltre lo spettacolo.

Storie del Sud”, una performance che ha attraversato le gallerie della ferrovia del Gargano, rievocato alla memoria olfattiva gli odori della macchia mediterranea e i profumi di pietanze povere, del passato. Uno spettacolo lungo un viaggio, attraverso i paesaggi, i profumi, i sapori e le storie del nostro territorio, la povertà, la fame, la vita di paese, il mito della tarantella. In questo viaggio c’era anche la storia della fame di Matteo Salvatore bambino e la recitazione con la cadenza leggermente dialettale di Rubini rendeva tutto molto reale.

A sorpresa, a chiusura di spettacolo, l’attore ha regalato al pubblico una poesia in dialetto grumese sui soprannomi, scritta dal Giacomo D’Angelo, storico indimenticato, svelando anche i suoi soprannomi da ragazzo: ‘sikk sikk’ (per via della magrezza eccessiva) e ‘A miss’, perché portava un cappotto lungo che aprendosi rivelava le ginocchia sotto i pantaloni corti.

Nel corso delle due serate è stato possibile degustare il Nero di Troia Casa Primis, personalizzato con le etichette d’autore curate da Vincenzo Beccia e Salvatore Lovaglio. Gli artisti lucerini hanno lavorato sul concept ‘Rubedo, Rosso come l’oro ideato da Francesca Di Gioia.

Quarto e ultimo appuntamento del Festival della musica e dello spettacolo, venerdì 26 Settembre, con Don Pasta, dj, economista e appassionato di gastronomia, in “La parmigiana e la rivoluzione”.

Vanno riconosciuti ad Alberto Trincucci il talento esplosivo per la capacità organizzativa e l’abilità a trascinare artisti di fama e di talento a Lucera… “Meno male che Alberto c’è!”. (Sara Croce)

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