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Teatro Griot, la nuova proposta dell’associazione Z’Unica

Lucera –  Una semicupola a spirale, realizzata con mattoni di risulta dei primi del ‘900, nel quale far rivivere l’antica tradizione del Teatro Griot. Il tutto con la partecipazione attiva della cittadinanza ed in un luogo caro ai lucerini come la Villa Comunale. Questa la proposta dell’associazione “Z’Unica” che dopo aver organizzato in luglio la manifestazione “Z’unica mon amour” è tornata ad organizzare un evento originale: un workshop di autocostruzione. Il workshop ha preso il via lo scorso 8 settembre e sta dando già i primi risultati, i lavori di costruzione di una semicupola a spirale con la tecnica del compasso nubiano, ideata da Hassan Fathy, infatti stanno procedendo celermente, in modo da realizzare entro il 16 un piccolo anfiteatro in viale dei Caduti di Nassirya. Il piccolo anfiteatro, al centro del quale secondo la tradizione del teatro Griot sarà posto un braciere ospiterà a partire dal 21 al 28 settembre tutta una serie di eventi con il musicista giramondo Sandro Yoyeux ed il suo “one man band”, l’attrice Diletta Rossi, frasca interprete della pellicola di Abel  Ferrara sul delitto Pasolini presentata all’ultimo festival di Venezia, che leggerà le “Metaformosi” di Apuleio, l’architetto Fabrizio Corola. “Il calendario degli eventi è in fase di costruzione, il teatro dovrebbe essere abbattuto il 29 settembre ma noi siamo disponibili a lasciarlo a disposizione della città” spiega uno degli ideatori Antonio Petrone  che si è impegnato assieme a Luigi Di Carlo, Granfranco Mastroianni, Chiara Signora, Sefania Vestito, Daniela Gramegna, Anna Lucia Marucci  ed Antonio Granieri in un progetto tanto originale quanto capace di destare interesse fra gli avventori della Villa Comunale, molti dei quali impegnatisi con calce e cazzuola a dare una mano per dar vita all’autocostruzione del piccolo anfiteatro.  “Quando l’architettura incontra la poesia” questo lo slogan del progetto che ha avuto il patrocinio del Comune e l’appoggio di una serie di sponsor. “Costruiremo con chiunque abbia voglia di partecipare quello che abbiamo chiamato teatro Griot, una semicupola a spirale con al centro un braciere attorno al quel come nella tradizione dei cantastorie nordafricani potranno svolgersi eventi culturali di vario genere, cercando di realizzare dal basso ed all’aperto una piccola università del sapere aperta a tutti” spiegano i promotori dell’associazione “Z’Unica” che promette dopo il successo ottenuto in luglio di mettere a segno un nuovo importante risultato. (Francesco Barbaro)

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