Lucera sull’orlo del dissesto. Dotoli: «Default non farebbe bene a nessuno»

Senzanome

L’ex Sindaco di Lucera Pasquale Dotoli, ora consigliere comunale di minoranza

Dotoli: «Ecco l’operato della mia amministrazione» – Bonghi: «Rischio dissesto non per colpa nostra»

LUCERA – «Occorre essere corretti con sé stessi e con gli altri nessun Comune italiano naviga nell’oro non mi sembra il caso di dire abbiamo trovato un mare di debiti. Anche io avrei potuto dire la stessa cosa nel 2009». E’ un Pasquale Dotoli pacato ma fermo quello che mercoledì sera nel corso di una conferenza stampa ha parlato di quello che si profila come un macigno per il Comune di Lucera, ovvero il rischio dissesto.

A paventare il collasso economico di Palazzo Mozzagrugno, ed il conseguente arrivo di un commissario liquidatore, è stato nei giorni scorsi lo stesso sindaco Antonio Tutolo, messo alla prova, dopo aver ricevuto lo scorso giugno un plebiscito elettorale nel turno di ballottaggio, da una situazione economica da far tremare i polsi qualsiasi amministratore. I numeri infatti, anche quelli evidenziati dall’ex sindaco Dotoli che si è recato in conferenza stampa con la relazione della gestione commissariale dell’allora viceprefetto, ora prefetto, Michele Di Bari sono di quelli poco positivi, per dirla con un eufemismo.

Che l’ammalato, ovvero Palazzo Mozzagrugno, sia grave d’altronde lo si sa da tempo, se è vero che già nel 2001 un amministratore accorto come l’allora city manager Giovanni Anniballi cominciava a parlare di alienare i beni dell’ex Eca. Che la febbre sia salita così tanto da determinare la morte dell’ammalato però è ancora da vedere, anche se i timori, alla luce della necessità di dover pagare tanti creditori, in primis i Sacco, della giunta Tutolo non sono del tutto infondati né malriposti. «Il dissesto si dichiara se non ci sono le condizioni per far quadrare il bilancio, io credo che chi governa oggi la città dovrà farlo come abbiamo fatto noi per cinque anni ossia con tutte le difficoltà del caso, mi auguro però  che il pericolo dissesto rientri» ha sottolineato Dotoli ieri in conferenza stampa senza mancare di lanciare una stoccata a chi si è insediato sulla sua poltrona da sindaco.

«Tutolo non viene certo da Canicattìò. E’ stato per tutta la scorsa legislatura un consigliere d’opposizione vigile, non poteva non sapere come stessero le cose, ritengo scorretto chiamare in causa ora che si è al governo le amministrazioni precedenti, non è il caso di strumentalizzare le azioni delle passate giunte ma invece attrezzarsi come abbiamo fatto noi che a partire dal 2010 abbiamo subito tagli dallo Stato per milioni di euro che ci hanno costretto ad azzerare capitoli di bilancio» ha evidenziato l’ex sindaco, affiancato per l’occasione dal collega consigliere di “Forza Italia” Fabio Valerio. Fra il 2011 ed il 2013 il Comune di Lucera ha subito tagli di trasferimento dallo Stato pari a 5.711.699 euro. «La situazione economica finanziaria del comune di Lucera anche se dall’esame dei dati contabili non presenta gravi spettri di criticità potrebbe subire negative ripercussioni qualora alcune vicende che si trascinano da anni dovessero definirsi in maniera sfavorevole agli interessi dell’ente» scriveva nel 2009 il commissario prefettizio Di Bari, che aveva preso le redini del governo della città dopo lo scioglimento del consiglio comunale dell’ottobre 2008 che aveva portato alla fine prematura del mandato da sindaco di Vincenzo Morlacco. 

Da Dotoli e dal suo collega Valerio nonostante i numeri siano non rosei una ventata di malcelato ottimismo. «Non credo si arrivi da un default del Comune, non farebbe il bene di nessuno né di chi deve amministrare e si vedrebbe commissariato, pur restando in carica, con tutte le conseguenze del caso né dei creditori ai quali converrebbe concedere al Comune una rateizzazione dei pagamenti» ha specificato Valerio che non ha mancato di accusare la giunta Tutolo di essere ancora ferma al palo e di voler nascondere la propria stasi amministrativa con la vicenda del rischio fallimento.

Ad intervenire nel dibattito sul rischio fallimento del Comune, ma non nel corso della conferenza stampa indetta da Forza Italia, è anche l’ex sindaco Pds Domenico Bonghi, che restò in carica dal 1994 al 2001. «Non è vero che abbiamo trovato avanzi di bilancio per 30 miliardi di vecchie lire ma di soli 12 miliardi» ha specificato Bonghi che ha sottolineato ad AdessoilSud.it come quei soldi furono utilizzati in gran parte per pagare vecchi debiti pregressi cosi come imposto da un delibera della giunta Melillo che già nel 1992 imponeva una ricognizione dei debiti del Comune. «Pagammo le strade della 167 realizzate negli anni ’80 dal Comune che contava di avere finanziamenti regionali che non arrivarono, e tutta una serie di debiti fuori bilancio rinvenienti dagli espropri della zona 167, non siamo stati certo noi con la nostra azione di governo a porre le condizioni per il dissesto economico del Comune» sottolinea Bonghi, amareggiato per le accuse piovutegli addosso nell’ambito dei commenti alla notizia del rischio default del Comune. (Francesco Barbaro)

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