Tutolo sindaco: il sogno si è avverato!

LUCERA –  Nella straordinaria storia che ha portato Antonio Tutolo alla conquista di Palazzo Mozzagrugno,  spesso si ricorre all’analogia con Beppe Grillo.

Anche il neo sindaco di Lucera, come Grillo, ha iniziato la sua carriera politica  denunciando la scarsa trasparenza di chi amministra il bene pubblico e lo strapotere dei partiti politici.

Anche se i due fenomeni hanno diversi tratti comuni, per capire fino in fondo l’ascesa di un uomo, che in dieci anni è riuscito ad entrare nel cuore di migliaia di cittadini , bisognerebbe utilizzare qualche analogia che ci porta direttamente nel Regno Unito.

In uno dei parchi più famosi al mondo, Hyde Park, c’è una piccola area da sempre riservata ai cittadini che vogliono denunciare pubblicamente le piccole e grandi ingiustizie che subiscono nella loro quotidianità.

Il fenomeno è conosciuto come quello degli Speakers’ Corner (in italiano “angolo degli oratori”) ed è considerato come una delle massime espressioni della libertà d’opinione.

Antonio Tutolo ha cominciato la sua carriera allo stesso modo degli Speakers’ Corner inglesi, con la differenza che rispetto ai suoi, nei comizi di questi ultimi c’è sempre qualcuno che ribatte.

Su palchi improvvisati, denuncia dopo denuncia, carte alla mano e senza che nessuno si sia mai sognato di contrastarlo pubblicamente, ha cominciato a scavare un solco profondo tra la cittadinanza e il resto della politica cittadina.

L’errore mortale che è stato commesso in tutti questi anni è quello che, nonostante i tanti inviti ricevuti,  nessuno di coloro che in queste ore si sta leccando le ferite, si è mai sognato di contrastarlo pubblicamente.

E’ chiaro che questa situazione ha cominciato ad istallare il dubbio nelle teste di tanti cittadini, soprattutto giovani, che forse quello che diceva quel “pazzo” solitario non era poi tanto distante dalla realtà.

Quando i dubbi si sono incrociati con le istanze di cambiamento che provenivano da una larga fascia di popolazione, si è formata una miscela esplosiva che ha prodotto il risultato attuale.

Se a tutto questo si aggiunge una personalità carismatica, un’arte oratoria straordinaria ed un istinto politico in grado di prevedere sempre la mossa dell’avversario, ne viene fuori una situazione che non ha lasciato nessuna chance di vittoria al suo diretto concorrente.

Giuseppe Bizzarri, non è mai riuscito a divincolarsi dalla parte che gli è stata assegnata da Tutolo e che prevedeva di identificarlo come l’uomo espresso da chi ha governato la città negli ultimi trent’anni.

«Se vi piace come è stati amministrata la città negli ultimi anni, votate Bizzarri, se invece non vi piace e volete darci un possibilità votate noi». Questo in sostanza è stato il messaggio elettorale di Tutolo, che lasciava poche scelte anche agli elettori più indecisi.

Le elezioni quindi sono state l’atto finale di una storia che in parte era già scritta, ma che hanno riservato una sorpresa costituita da un risultato che ha superato le più rosee aspettative.

E’ questa in sintesi la storia di una persona che con tenacia e caparbietà è riuscito a creare intorno a se un movimento, che travalicando i confini della politica ha suscitato passioni e  liberato energie che i partiti politici non avrebbero mai potuto intercettare.
Passioni che hanno prodotto lacrime, come mai si sono viste in una pubblica piazza, che il giorno della sua incoronazione solcavano il viso di tutti coloro che insieme a lui hanno raggiunto questo strabiliante risultato.

Neanche le previsioni più ottimistiche potevano prevedere un risultato del genere, che nei fatti ha raso al suolo un’intera classe politica, che regnava incontrastata da trent’anni sui destini della città.

Un risultato che la dice lunga sulla tanto decantata esperienza e competenza che mancherebbe a chi l’8 giugno ha dato una lezione memorabile a politici navigati, che nel loro lungo vissuto politico hanno condotto campagne elettorali di tutti i tipi.

La disfatta è stata totale ed è stata resa ancora più marcata dal fatto che a Giuseppe Bizzarri sono venuti a mancare perfino un migliaio di voti del primo turno.

Una situazione che la dice lunga su una coalizione costruita a tavolino da un gruppo di persone a cui, in qualche caso, sono mancati perfino i numeri per formare le liste e per eleggere qualche loro rappresentante in consiglio comunale.

A nulla è servito Vittorio Sgarbi, cosi come nullo è stato il valore aggiunto  di Michele Emiliano e di Angelo Cera che hanno chiuso la campagna elettorale in Piazza Matteotti davanti ad un centinaio  di persone.

E’ stato l’atto finale che ha marcato per l’ennesima volta la differenza con la coalizione di “Facciamo Piazza Pulita”, che in quelle stesse ore riempiva il palco di giovani poco più che ventenni e che sono stati i grandi protagonisti del riscatto di un’intera città. (Pasquale Trivisonne)

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