Daniela Marcone e Antonio Tutolo
Daniela Marcone e Antonio Tutolo

Marcone: «Non sono stata strumentalizzata!»

LUCERA – Strumentalizzazioni sterili e polemiche a non finire sono scoppiate a seguito della scelta, da parte di Daniela Marcone, di temporeggiare nell’accettare la delega assessorile offerta da Antonio Tutolo presso il Comune di Lucera. Per eliminare ogni dubbio e fare luce nel polverone di polemiche sollevate sollevate soprattutto dal Partito Democratico di Lucera, abbiamo intervistato la referente provinciale di Libera.

D.Daniela, il tuo passo indietro ha provocato parecchio rumore a Lucera. A cosa è dovuto il cambio di marcia verso l’assessorato alla Legalità, agli appalti ed ai concorsi che ti ha proposto Antonio Tutolo?

R. Diciamo che non si tratta di un passo indietro. Ho sempre avuto ben chiaro di dover in primo luogo gestire il passaggio di consegne del ruolo di referente provinciale del coordinamento provinciale di Libera a Foggia ed una volta iniziate le consultazioni all’interno dell’associazione ci siamo resi conto che la sostituzione non può avvenire in modo repentino. Tengo a chiarire una cosa, Antonio Tutolo mi ha proposto un incarico e lo ha fatto anche perchè io sono cresciuta all’interno di una grande associazione che lavora, tra le altre cose, sui temi della lotta alla corruzione. Io gli ho fornito una disponibilità di massima, quindi lui non mi ha strumentalizzato, anche perchè io non lo avrei permesso. Infatti, nelle ultime battute della campagna elettorale, Tutolo ha annunciato quale sarebbe stata la sua squadra di governo ma, riguardo all’incarico di assessore alla legalità ed appalti pubblici ha sempre dichiarato di avermelo proposto. Da ciò si desume la sua correttezza.

D. A Lucera è venuto fuori il discorso “incompatibilità” tra i tuoiincarichida esponente di un’associazione antimafia, quale è Libera e la nomina di Assessore. Alla testata giornalistica “Foggia Città Aperta” e nel comizio di ringraziamento a cui hai partecipato, hai parlato di cambiamenti all’interno degli assetti associativi. Cosa non è andato come credevi? 

R. Riguardo a questa domanda, la mia risposta è molto delicata. La sincerità e la chiarezza vincono sempre e quindi è opportuno che si sappia come sono andate le cose. Io non rivesto “solo” il ruolo di referente provinciale di Libera a Foggia ma ho assunto degli incarichi a livello regionale in cui mi occupo di memoria e di tutela e supporto delle vittime delle mafie. Riguardo al primo incarico sarebbe sufficiente fare un percorso di sostituzione che non è immediato ma può avere luogo. Anzi, io sono dell’avviso che alla guida dei coordinamenti provinciali di un’associazione come Libera  devono provare a mettersi in gioco cittadini comuni che abbiano voglia di fare antimafia sociale in una realtà difficile come la nostra. Per me, approdare all’impegno di referente provinciale è stato conseguenziale alla mia storia personale. Con tale incarico, sicuramente, il ruolo di amministratore pubblico è incompatibile. Ma la mia preoccupazione va agli altri incarichi, ai percorsi da me intrapresi per aiutare persone che possono trovarsi nella stessa situazione in cui mi trovai io il 31 marzo del 1995, quando trovai mio padre ucciso con due colpi di pistola sulle scale della nostra stessa abitazione. Ossia, familiari di una vittima di mafia che a causa dell’assenza di meccanismi di tulela delle vittime vengono lasciati soli e diventano essi stessi vittime di un sistema che non funziona. Il tentativo è di metterlo in piedi un sistema diverso. Con questo incarico non sarei incompatibile secondo lo Statuto di Libera ma ci sarebbe il rischio di non poterlo più svolgere perchè identificata con un incarico politico. Stiamo verificando se ci possa essere una sostituzione della mia persona in questo ruolo ma i tempi sono più lunghi del previsto ed io non voglio rallentare il lavoro della giunta messa in piedi dal sindaco Tutolo. Questo è accaduto. Nulla di misterioso!

D. Il tuo, dunque è un “no” definitivo o hai bisogno di tempo per poter meglio valutare, con i vertici dell’Associazione, anche con lo stesso don Ciotti, il tuo futuro in un assessorato calato su un simbolo dell’antimafia quale sei e che tutta la provincia di Foggia già invidia?

R. da tutto quanto detto sopra, si evince che il mio non è un no definitivo.

D. Quali passi intendi compiere per portare avanti l’ “Agenzia della Legalità” che è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Tutolo?

R. Proprio perchè coinvolta in prima persona ma anche perchè la proposta di istituire un assessorato che non sia solo di facciata bensì lavori sugli appalti ed i concorsi pubblici, ritengo che Libera Puglia possa proporre al sindaco Tutolo un protocollo d’intesa, simile a quello stipulato con il Comune di Bari già qualche anno fa. Il sindaco potrebbe mantenere le deleghe nelle proprie mani ed istituire l’agenzia per legalità che gli ho suggerito e questa stessa lavorerebbe in collaborazione con Libera grazie al protocollo di cui parlavo prima. Le idee sono tante e le proporremo tutte come Libera, certi di trovare un terreno fertile. Sono proposte che hanno a che fare sia con la lotta alla corruzione che con la prevenzione.

Aggiungo di mio questo: il sindaco Tutolo non sarà lasciato solo, nè dalla sua città nè da Libera. Il consiglio che sento di dargli è di lasciar correre i comunicati e le illazioni che stanno venendo fuori a seguito della mia richiesta di temporeggiare sull’assunzione dell’incarico da lui propostomi. I fatti, le azioni di governo concrete, forniranno la risposta. Buon lavoro sindaco!

(Intervista a cura di di Alessio Pittari)

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