Saverio Lamarucciola, ex sindaco di Pietramontecorvino (FG)
Saverio Lamarucciola, ex sindaco di Pietramontecorvino (FG)

Rino Lamarucciola a Notarangelo: «Gli atti e i fatti raccontano!»

LUCERA - Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Rino Lamarucciola, ex-sindaco di Pietramontecorvino, indirizzata al direttore della testata giornalistica lucerina “Il Frizzo”, Roberto Notarangelo. «Lo faccio solo per dare ancora più valore alla tua tesi, per dare conferma e certezza del mio essere un “seguace” e uomo di parte» si “giustifica” l’ex amministratore.

Caro Roberto Notarangelo,

capisco che, essendoti  schierato da altra/e  parte/i  (prima Montagano e poi Bizzarri), ti roda che abbia stra-vinto la coalizione a te avversa.

Capisco che ti roda a tal punto da ascrivere all’attuale Amministrazione colpe che, come nel caso da te  trattato in uno dei tuoi tanti post, ben sai risiedono, non fosse altro che per ragioni temporali (non meteo) altrove.

Capisco anche che chi, come te, facendo negli ultimi mesi, più che  “giornalismo”, solo pura e semplice controinformazione, si serva anche delle avverse condizioni  meteo per  assegnare, a chi è stato chiamato ad amministrare la città solo da qualche settimana, tutte le responsabilità del caso, facendo finta di non sapere (omettendo) che, presso ogni Comune,  opera (in questo caso, avrebbe dovuto operare) una  specifica Struttura di Protezione Civile che, a meno che non si voglia affermare il falso, è stata nominata a suo tempo e da altri, per quanto indubbio sia che è in capo al Sindaco.

Capisco perfino che chi, come te, accecato da una incomprensibile avversione, provi gusto a gettare solo fango sugli altri, convinto che, in tal modo, le verità possano rimanere nascoste o, peggio, che le fandonie ne prendano il posto.

Mi riesce però difficile, sicuramente per  miei  limiti, capire cosa c’azzecca (direbbe Di Pietro) in tutto questo tuo turpiloquio la mia persona e quello che, secondo te, sarebbe  il mio “interessamento mai registrato”,  sottolineo il “mai registrato”, per Lucera.

Mi riesce ancora più difficile, sempre e solo per  miei  limiti, capire come può,  chi si definisce giornalista, chi presume di esserlo al punto tale da ritenersi al di sopra dei suoi colleghi dei giornali “parrocchiani” o “pagnottari”, limitare le proprie analisi, i propri giudizi, soprattutto quando sono riferite a persone,  con semplici, incomprensibili e stupidi appellativi, quali quelli da te utilizzati (seguaci, destra) senza tenere/dare  conto alcuno  delle storie personali dei singoli, dei loro percorsi politici ed amministrativi nè, a maggior ragione, di cosa e quanto abbiano gli stessi prodotto e rappresentato (ammesso che lo si ritenga) per il territorio di cui Lucera è parte integrante.

Mi riesce oltremodo difficile, sempre e solo per quei  miei stramaledetti  limiti, capire come può, un giornalista che si definisce e si crede tale, mettersi alla stessa stregua di qualche imbecille che, inconsapevole di ciò che dice, poco, se non addirittura affatto, conoscitore dei fatti e delle dinamiche politiche, disegna scenari inimmaginabili per una mente normale ascrivendo alla mia persona ambizioni politiche che, per una serie di ragioni che non sto qui a rappresentare, ma che un bravo ed attento giornalista dovrebbe conoscere,  non trovano  motivazioni e giustificazioni tali da  poter minimamente supporre tale eventualità.

Ammesso, però, seppure solo per un attimo, che dovessi  lasciarmi prendere da questa “frenesia”, da questa ambizione politica, da questa voglia sfrenata di dare seguito alla mia esperienza amministrativa (più che politica) acquisita (spero) sul campo, non fosse altro che per aver svolto le funzioni di Sindaco negli ultimi 10 anni (seppure di un piccolo Comune e con tutti i limiti a ciò connessi), non riesco a capire, secondo la tua logica e quella dell’imbecille che apre la bocca solo per dare aria ai denti, perché avrei bisogno oggi di mostrare quell’interesse che, sempre secondo te, mai avrei mostrato per Lucera.

Gli atti e i fatti raccontano una verità diversa, una verità da te più volte in passato raccontata ed esaltata, una verità che ha visto il sottoscritto e gli altri Sindaci dei Monti Dauni farsi carico dei problemi dell’area territoriale di riferimento (Monti Dauni) e, di conseguenza, anche di Lucera. Spetterebbe a te, per la delicata funzione di informatore che svolgi, raccontare, per esempio, grazie a chi si è riusciti ad avere il “Progetto d’eccellenza dei Monti Dauni”, piuttosto che lo stesso SAC (Sistema Ambientale e Culturale) dei Monti Dauni che si è rischiato di perdere per il disinteresse del Comune capofila (Lucera). Spetterebbe non certamente a me raccontare delle battaglie condotte, delle innumerevoli andate a Bari per altrettanti incontri  perché la Regione riconoscesse a suo carico la quota dell’IVA  sui finanziamenti del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), piuttosto che scaricarli, a differenza delle altre Regioni dell’obiettivo Convergenza, sui Comuni.

Tralascio, al solo fine di non alimentare altre polemiche, di raccontare le ragioni politiche che hanno portato Lucera, per sua sola e stessa colpa, a svolgere un ruolo di secondo piano nel contesto della cosiddetta Area Vasta. Allo stesso modo e per le stesse ragioni di cui innanzi, tralascio di raccontare in capo a chi risiedono i meriti (ammesso che lo siano) per aver portato avanti, seppure con luci ed ombre, il Piano Sociale di Zona e gli interventi in esso previsti per i Comuni dell’ambito e, quindi, anche per il Comune di Lucera che non sempre è riuscito a svolgere la funzione di capofila assegnatagli per  via dei continui cambi di Assessori. Tralascio perfino di raccontare, avendolo già fatto allorquando venivo dato per Assessore esterno della eventuale Giunta Tutolo, i vari e vani tentativi fatti negli ultimi dieci anni, perché chi rivestiva incarichi politici, chi aveva la responsabilità amministrativa del Comune di Lucera prendesse atto e  assumesse piena consapevolezza  del ruolo che, per ovvie ragioni, gli veniva riconosciuto: coordinare i Comuni dei Monti Dauni per addivenire ad un comune e condiviso “Progetto d’Area”.

Per quanto sia fortemente spinto a farlo, non tanto per giustificare alcunché del mio operato, quanto per riportare le cose nel giusto alveo delle verità, tralascio di raccontare nel dettaglio il mio personale impegno, unitamente a quello di tutti gli altri Sindaci dei Comuni dei Monti Dauni Settentrionali  in merito alle problematiche che hanno riguardato e che tuttora riguardano l’Ospedale di Lucera e dei Monti Dauni, vuoi perché più volte è stato da te ripreso ed evidenziato (allora in termini positivi), vuoi perché ritenevo/ritengo che era/è soprattutto un dovere per i Sindaci, proprio perché massimi responsabili di un’area territoriale che, per ragioni che ormai ben tutti conosciamo,  veniva ad essere privata di un indispensabile presidio, condurre in prima persona  quelle necessarie azioni di protesta,  piuttosto che lasciarle, così come è stato, a comitati spontanei . Allo stesso modo e per le stesse ragioni innanzi espresse, tralascio di raccontare anche l’analogo impegno del sottoscritto e degli altri Sindaci dei Monti Dauni per le problematiche del Tribunale.

Se tutto questo è vero, come è vero (sfido chiunque a dire il contrario), non credo che abbia bisogno oggi di dimostrare alcunché di nuovo e di diverso rispetto a tutto ciò che gli atti e i fatti hanno raccontato e raccontano e, men che meno, che lo debba fare per giustificare un mio presunto interesse per le imminenti elezioni regionali che, per quanto possa essere anche legittimo, è di sicuro, a dir poco, fantomatico. Ammesso pure che debba dare qualche giustificazione per il mio percorso politico e personale, piuttosto che per quello amministrativo, non credo che debba farlo  se non solo ed unicamente nei confronti della mia coscienza che, ti assicuro, è serena, tranquilla ed oltremodo pulita.

Su due cose da te riportate, però,  non mi sento di darti torto. Hai azzeccato in pieno. Hai fatto centro nel definirmi un seguace che proviene dal mondo  della cosiddetta “destra”.

Sì, è proprio così. Sono stato e sono un seguace. Non lo nego. Anzi, esserlo stato ed esserlo  è per me un motivo di vanto e di orgoglio.

E’ innegabile, infatti, che in tutti questi lunghi anni che hanno caratterizzato la mia vita, mi sono sempre uniformato a quei valori, a quei principi che erano propri di colui che, tra i tanti, è stato sicuramente il  mio più grande, unico maestro: mio Padre. Ho seguito Lui, i Suoi insegnamenti.  E’ grazie a Lui se valori quali rispetto, giustizia, lealtà, amicizia, umiltà, solidarietà e, soprattutto, onestà hanno finito per caratterizzare la mia persona a tal punto da portarmi, contrariamente a quanto Lui sicuramente avrebbe preferito, a condividere quelle stesse ragioni, quegli stessi  principi che sono propri di quella “destra” (per usare una categoria concettuale abbondantemente superata) che si rifà alla dottrina sociale della Chiesa, quella che pone l’uomo al centro di qualsiasi azione.

Scusami per aver deciso di inviare queste mie brevi riflessioni ad un giornale “parrocchiano” o “pagnottaro” e sulla mia bacheca. Lo faccio solo per dare ancora più valore alla tua tesi, per dare conferma e certezza del mio essere un “seguace” e uomo di parte.

Certo delle tue risposte al vetriolo, ti rappresento tutta la mia immutata stima.

Rino Lamarucciola

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