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Da visitati a visitatori

Chiusura zonale della visita pastorale e orizzonti per un “poi”

LUCERA – Basilica San Francesco, ore 20:00. Appuntamento per Lucera col Pastore della Diocesi, mons. Domenico Cornacchia, per dare compimento alla Visita pastorale alla Zona che comprende le parrocchie della nostra città.

Un momento bello e intenso di preghiera, una concelebrazione che ha visto riunirsi attorno al santo lucerino, il Padre Maestro, tutti i parroci, molti sacerdoti e i rappresentanti delle diverse Comunità. Intenso l’atto penitenziale, momento liturgico nel quale si chiede perdono a Dio per quanto ci rende poveri e ci fa scegliere il male: un presbitero, quindi una suora ed infine una laica hanno presentato le tre invocazioni, mettendo l’accento sulla comunione, sulla testimonianza e su una presenza fattiva nel mondo.

Significativo quanto consegnato ai diversi sacerdoti posti a guida delle parrocchie: un ostia con la quale celebrare la messa principale di domenica prossima e del pane, quali invito ad una comunione più cristiana, “dovuta” a Chi si celebra, a Chi si invoca, a Chi viene dichiarato come posto al centro della vita, dell’annuncio, dell’impegno nella società, che è Cristo Gesù.

Nella sua omelia, il Vescovo ha invitato tutti a benedire il Signore per questo momento di grazia che la zona della Diocesi ha potuto vivere negli scorsi mesi. E in particolare ha esortato tutti a prendere consapevolezza del fatto che «la visita pastorale non termina oggi, ma comincia oggi» nel desiderio e nell’impegno di tutti di non lasciar passare alla storia come lettera morta quanto vissuto attorno alla presenza episcopale nelle singole comunità.

E, infine, una richiesta: il frate guardiano del convento cittadino, padre Eugenio Galignano, ha chiesto al Vescovo – presentandogli una lettera firmata anche dai parroci lucerini, di cui ha dato lettura – di prendere a cuore il desiderio più che diffuso di veder dichiarato san Francesco Antonio Fasani compatrono della civitas Sanctae Mariae e di adoperarsi perché divenga realtà.

È tempo, ora, di pensare al poi. Quali frutti porterà alla Chiesa diocesana e alla nostra città, in particolare, quanto abbiamo avuto la possibilità di vivere in questo anno e mezzo? Si potrebbe elencare una lista di desideri non certo breve; forse è tempo di pensare “ai fatti seri”… e non alle piccole e grandi scaramucce che provano a flagellare la vita ecclesiale; forse è ora di mettersi a lavoro sulla voce dei poveri, di chi è stato scandalizzato da noi cristiani, di chi chiede luce per il cammino della vita all’assemblea credente, di un territorio martoriato da indifferenze diffuse e sfruttamenti a basto costo per illuminare il da-farsi con le vie evangeliche… e non su “voci messe al megafono” di fantomatici spostamenti.

E allora sì che la visita pastorale comincia ora: perché ci saremo accorti di quanto bene si aspetta dai cristiani la società attuale. Una società che attende di essere… visitata da noi, portando il tesoro della Parola e della carità. Tutto il resto non è degno se non di fantomatici programmi tv dove si cerca audience, ciò che appunto fa “spettacolo”, dove la sostanza può essere tranquillamente messa sotto i piedi.

Ai cristiani di Lucera e, in generale, di Lucera-Troia il compito di trasformarsi da visitati in visitatori. (Michele Di Gioia)

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